Banca Mondiale: il clima estremo diventerà la normalità

Tutte le nazioni soffriranno gli effetti di un mondo più caldo, ma saranno i Paesi più poveri ad essere colpiti in misura maggiore dalla scarsità di alimenti, dall’innalzamento del livello del mare, dai cicloni e dalle siccità. Gli eventi meteorologici estremi potrebbero diventare la normalità, questo è quanto è riportato nel rapporto pubblicato dalla Banca Mondiale e intitolato “Turn Down the Heat: Confronting the New Climate Normal” (letteralmente, “Spegni il riscaldamento: confrontarsi con un nuovo clima normale”).

La previsione di un clima totalmente instabile avrebbe conseguenze molto gravi con produzioni agricole e raccolti in declino, sbilanciamento delle risorse idriche e un aumento dei livelli del mare. Tutti fattori che metterebbero rischio le condizioni di vita di milioni di persone.

Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale, ha dichiarato che “la relazione odierna conferma ciò che gli scienziati sostengono da tempo: le emissioni del passato hanno creato un nuovo corso climatico inevitabile che porterà, nei prossimi due decenni, al riscaldamento, cosa che colpirà soprattutto le fasce della popolazione mondiale più povere e vulnerabili”. “Stiamo già avendo temperature record che si verificano più frequentemente, con precipitazioni che stanno aumentando d’intensità in alcuni luoghi mentre regioni aride come quelle mediterranee diventano ancora più secche”, ha aggiunto il numero uno della Banca Mondiale.

Rachel Kyte, vicepresidente della Banca Mondiale e inviato speciale per il cambiamento climatico ha affermato che “il rapporto è chiaro e non si può più continuare questo percorso incontrollato”. Per Kyte “è necessario un urgente cambiamento tecnologico, economico, istituzionale e comportamentale per invertire le tendenze attuali”. “Sviluppo economico e salvaguardia climatica possono essere complementari, purché ci sia la volontà politica per farlo”, ha concluso Kyte.

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