Cocktails di farmaci personalizzati sconfiggono i tumori resistenti

I medici possono essere in grado di superare la resistenza ai farmaci nel tumore facendo crescere cellule dal tumore stesso di un paziente e quindi distruggerle con una serie di composti per vedere quali son efficaci.
Uno studio pubblicato su Science annucia l’arrivo di questa prossima terapia anti cancro ultra personalizzata. Gli sforzi internazionali nel sequenziare i genomi del cancro hanno sortito un pesante elenco delle mutazioni che guidano la crescita tumorale e forniscono bersagli farmacologici allettanti. Ma i tentativi di sviluppare terapie che colpissero tali obiettivi sono stati frustranti: molti di questi farmaci inizialmente hanno sì ridotto i tumori, ma il cancro spesso era recidivante. Una cura miracolosa apparentemente può cedere il passo ad un’angosica pooprimente in solo pochi mesi, con tumori che ricrescono più vigorosi di prima.

È un problema che ha a lungo perseguitato il ricercatore e medico Jeffrey Engelman del Massachusetts General Hospital di Boston. Per capire come il cancro diventi resistente alla terapia, Engelman e i suoi colleghi hanno ideato un modo per coltivare le cellule di cancro del polmone da campioni clinici e quindi testare la reazione di quelle cellule contro una batteria di 76 diversi farmaci. I risultati hanno consentito combinazioni di farmaci inaspettate e promettenti per il trattamento di tumori resistenti, ma l’approccio non è stato ancora utilizzato per gestire il trattamento di un paziente, nota Razelle Kurzrock, direttore del centro per terapia personalizzata presso l’Università della California a San Diego, che non è stato coinvolto con il lavoro. “Il potenziale per il dosaggio è lì,” dice. “Ma funziona nel paziente? Questa è una realtà ben più complessa”.

Le cellule in coltura sono state a lungo un pilastro della ricerca sul cancro. Sebbene non imitino perfettamente la crescita tumorale nel corpo, sono suscettibili di studi che richiedono grandi numeri di campioni, quali lo screening dei farmaci. Ma le biopsie dei pazienti sono difficili da coltivare perché sono spesso molto piccole e producono poche cellule tumorali con cui lavorare. Il team di Engelman è riuscito, grazie ai recenti progressi nelle tecniche di coltura cellulare a sviluppare alcune modalità per convincere queste cellule a crescita in laboratorio. Poi il team ha utilizzato la tecnica sulle cellule di 20 pazienti i cui tumori erano diventati resistente alla terapia e verificato la sesibilità di quelle linee cellulari a 76 farmaci contro il cancro, da soli e in combinazioni.
Per la maggior parte delle linee cellulari, i ricercatori sono riusciti a trovare un cocktail che ha funzionato. L’approccio a volte ha prodotto risultati inaspettati: ad esempio, più della metà dei campioni di cellule che erano resistenti alle terapie, bersagliando una proteina chiamata ALK sono state distrutte da diversi farmaci che inibiscono un’altra proteina chiamata SRC. “Non ci sono risultati genetici che hanno indicato quella combinazione,” dice Engelman.

Altri hanno proposto di utilizzare i topi per modellare tumori umani, e diverse aziende offrono ora la possibilità di trapianto di tumori dai pazienti in topi per testare trattamenti. Ma Engelman dice che l’approccio di coltura cellulare si rivela più veloce e più versatile per testare un largo numero di farmaci. Comunque, molte delle biopsie utilizzate nello studio non sono riuscite a produrre abbastanza cellule cancerose per la coltura in laboratorio anche quelle che hanno avuto bisogno di sei mesi prima che fossero pronte per essere sottoposte a screening per la sensibilità ai farmaci. “I nostri pazienti hanno davvero bisogno di sapere come curare i tumori al più presto,” dice Engelman, che sta ora lavorando per ridurre il tempo di coltura a poche settimane. “Stiamo facendo discreti progressi”, aggiunge. “Credo che siamo vicini al traguardo”.

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