La cultura bancaria induce le persone ad imbrogliare

Uno studio sui gestori degli investimenti e trader presso una grande banca internazionale suggerisce che la cultura del settore finanziario incoraggia comportamenti disonesti, ma che gli stessi individui non lo sono intrinsecamente. La reputazione del settore finanziario ha preso una batosta in seguito alla crisi finanziaria globale del 2008, e dopo gli scandali che hanno coinvolto la manipolazione dei tassi di interesse, offerte fraudolente e commercianti disonesti sono andati perduti miliardi di dollari. Ora, un team di economisti presso l’Università di Zurigo in Svizzera ha scoperto che quando i banchieri pensano al loro posto di lavoro, sono più propensi a mentire, prova che la cultura bancaria incoraggia comportamenti disonesti.

Gli aspetti della vita di una persona, come ad esempio il loro lavoro o se hanno figli, possono influenzare il modo in cui si comportano. Ma quando si tratta di etica della finanza, la domanda chiave è “se la cultura aziendale effettivamente rende i dipendenti di banca più disonesti, o se le persone più disoneste scelgono semplicemente di lavorare nel settore bancario”, dice Michel Maréchal, che ha co-condotto lo studio. In un precedente studio, che è in fase di revisione presso un giornale, Maréchal e colleghi hanno trovato che i detenuti erano più propensi ad imbrogliare nel un gioco del lancio di una monetiche quando ricordavano il loro passato criminale. Gli psicologi chiamano questo effetto ‘innesco’.

Nel recente studio, pubblicato su Nature, Maréchal e i suoi colleghi hanno chiesto l’aiuto di 128 dipendenti di una grande banca internazionale. All’inizio delle prove, a metà dei partecipanti sono state fatte domande circa il loro lavoro e la loro azienda, per indurli a pensare alla loro identità come impiegati di banca. All’altra metà è stato chiesto di rispondere a domande sui loro hobby. A partecipanti è stato poi chiesto di gettare una moneta dieci volte, non visti dai ricercatori e di riferire l’esito dei lanci. Avrebbero guadagnato dei soldi se il rusltato fosse stato l’aver ottenuto più teste che croci, e avrebbero guadagnato fino a US$ 200 se il risultato fosse stato di tutte le teste o tutte croci. Il primo gruppo ha lanciato teste per il 58,2% del tempo, significativamente più alto di quanto ci si aspetterebbe solo per casualità. Il gruppo di controllo ha segnalato invece il 51,6%.

Il team ha cercato di replicare il modello in altri gruppi di persone, per esempio, invitando studenti a pensare al sistema bancario. Ma non hanno rilevato lo stesso effetto sui livelli di onestà dei partecipanti. I risultati mostrano che questo effetto sembra essere specifico per coloro che lavorano come dipendenti di banca, suggerendo che la cultura del settore bancario è da biasimare. E che la specificità è uno dei risultati più interessanti dello studio, dice Benedetto De Martino, che studia economia e neuroscienze presso l’Università di Cambridge, UK. “Mi ha sorpreso che la gente non barasse un po’ di più anche in altre condizioni”, dice.
Per aiutare a combattere la disonestà nel settore bancario, il team raccomanda alcune misure come far sostenere un giuramento professionale per considerare l’impatto del loro lavoro sulla società, simile al giuramento di Ippocrate, quello dei medici, o l’impedire alle aziende di premiare i dipendenti che si comportano in maniera disonesta.

Ma il passaggio da una ricerca al cambiare le norme può richiedere molto tempo. «È un lavoro a tempo pieno, da tradurre in una politica adeguata,» dice De Martino. Non c’è valore nell’esaminare i problemi della società attraverso un obiettivo scientifico, aggiunge. “Alcuni aspetti della cultura potrebbero venire da un vincolo di base fisico, cioè del modo in cui le persone sono fatte”.

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