Disturbi dell’alimentazione: iperfagia e binge-eating

Non sempre ci si accorge di essere affetti da disturbi alimentari, semplicemente non ci facciamo caso, ma sono molti i camapnelli d’allarme che dovrebbero metterci sul chi vive. Se ci troviamo spesso con la testa nel frigo e cominciamo a mangiare prima di andare a tavola, se durante la notte ci alziamo per magiare, c’è qualcosa che non va. Si tratta di azioni compulsive dietro cui si nascondono diversi disturbi: iperfagia, binge-eating, fagomania, night eating syndrome.
Questi disturbi sono alla base di diversi casi di aumento di peso.

Si definisce iperfagia mangiare abitualmente più di quanto sia effettivamente necessario, sia la di fuori che dirante i pasti. Soprattutto durante il pasto, mangiare troppo è legato a un problema di percezione: si avverte una fame eccessiva; si ha un problema di sazietà: non ci si sente più sazi.
Il binge-eating si manifesta mangiando in pochissimo tempo una grande quantità di alimenti, compensando così il bisogno di essere “pieni”. Questo disturbo è conosciuto con il nome di bulimia, caratterizzata da abbuffate senza compensazione, senza vomito;
La fagomania o appetito eccessivo e incontrollabile: in questo caso non si riusce a evitare di mangiare tra un pasto e l’altro, si mangia di continuo, avendo sempre a portata di mano qualcosa con cui soddisfare questo bisogno.
La night-eating syndrome (sindrome da alimentazione notturna) o iperfagia notturna: chi ne è affetto si alza di notte per “svuotare il frigorifero” e ritorna a letto. Talvolta, non si ricorda neppure di questa crisi alimentare.

Tali comportamenti alimentari sono fortemente influenzati da fattori esterni di ansia, depressione, stress, pressione sociale. Le ripercussioni sulla salute possono essre davvero serie e primo fra tutti l’aumento di peso. Nel 50% dei casi di obesità si riscontrano problemi di iperfagia. Ma è possibile che esistano altri problemi: ipertensione, colesterolo…
Le cure dipendono dalla gravità del disturbo. Nel caso di piccoli gesti compulsivi isolati, può risultare efficace cercare di controllarsi. Ma quando il problema diventa grave potrebbero essere necessarie terapie cognitivo-comportamentale. Perciò è indispensabile consultare uno specialista dei disturbi del comportamento alimentare. Spesso la soluzione del disturbo non potrà avvenire se non attraverso la risoluzione della causa all’origine del problema, depressione, trauma psicologico o altro.

per cercare di arginare la problematica è bene tener presenti alcuni consigli:
Assumere alimenti a scarsa densità calorica. Alimenti come frutta e verdura saziano, apportando comunque poche calorie. Mentre invece i biscotti, i cibi dei fast-food e altri piatti in umido apportano molte calorie, senza comunque saziare. Per questa ragione, è importante inserire in ogni pasto verdure croccanti, verdure in genere e frutta.
Mangiare lentamente. L’altro problema è causato dal fatto di mangiare troppo velocemente: in questo modo il nostro corpo non ha il tempo di avvertire il senso di sazietà;
Masticare. Evita di assumere alimenti eccessivamente liquidi o che divoreresti in soli tre bocconi. Anche il fatto di masticare è importante per avere il tempo di mangiare e avvertire la sensazione di sazietà.
Sgranocchiare cibi leggeri. Se non puoi fare a meno di sgranocchiare qualcosa, opta piuttosto per verdura e frutta…

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