Il primo drone 100% biodegradabile costruito con una stampante 3D

Il primo drone quasi interamente biodegradabile interamente costruito con una stampante 3D, è stato sviluppato dalla Nasa, grazie all’idea di un gruppo di 15 studenti americani provenienti dalla Stanford University, coordinati dall’esperta di biologia di sintesi dell’agenzia spaziale americana Lynn Rothschild.

La struttura composta di funghi ha una copertura protettiva fatta da fogli adesivi di cellulosa ottenuti tramite batteri, che a loro volta sono ricoperti da proteine clonate dalla saliva delle vespe cartonaie, che normalmente la utilizzano per rendere i loro nidi resistenti all’acqua. In caso di perdita o rottura accidentale, il velivolo riuscirebbe a decomporsi completamente nel corso di pochi mesi.

Rotore, batterie e sistema di controllo per il momento sono tradizionali anche se altri gruppi di ricerca altrove stanno lavorando allo sviluppo di queste componenti in forma biodegradabile. Il gruppo di Rothschild sta già investigando l’uso di sensori biologici (ovvero, batteri) e ha proposto il drone bio per le missioni su Marte.

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