Ebola: medico di Emergency ha sviluppato sintomi del virus

Un medico di Emergency che lavora presso il Centro per malati di Ebola di Lakka in Sierra Leone ha sviluppato sintomi di Ebola. In accordo con il Ministero della Salute e il Ministero degli Affari Esteri è stata organizzata un’evacuazione sanitaria verso l’Italia. Il medico, che è in buone condizioni generali, partirà oggi dalla Sierra Leone per essere ricoverato all’Istituto Spallanzani di Roma.

Tutto lo staff impiegato nel Centro di cura per i malati di Ebola di Emergency segue una formazione specifica sui protocolli di protezione per evitare il contagio e la diffusione del virus. Tuttavia, nessun intervento sanitario in un’epidemia così grave può essere considerato completamente privo di rischi. In Sierra Leone la situazione è drammatica: l’epidemia continua a espandersi con oltre 100 nuovi casi al giorno. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono oltre 5.000 i malati di Ebola nel Paese, ma i dati reali potrebbero essere molto più alti.

il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin – ha dichiarato – “Mi sento di rassicurare la famiglia che il nostro medico sta bene, non ha avuto febbre o altri sintomi durante la notte, stamattina ha fatto colazione e continua a bere in maniera autonoma”

Sono 26 i medici italiani che fanno parte dello staff sanitario di Emergency per contrastare l’epidemia in Sierra Leone. Per fare fronte ai contagi che in quella zona sono fuori controllo più che negli altri stati colpiti dell’Africa Occidentale, Emergency ha aperto il 18 settembre un Centro per la cura dei malati di Ebola a Lakka, a pochi chilometri dalla capitale Freetown. È lì che si è ammalato il medico italiano.

Si tratta di una struttura messa a disposizione dal ministero della Sanità locale, suddivisa in un’area di attesa, un’area di triage, un’area per l’isolamento dei casi sospetti dotata di 10 posti letto, un’area dedicata alla cura dei malati da 12 posti letto, una zona di disinfezione e un obitorio. Sono 26 i medici italiani che fanno parte dello staff sanitario di Emergency per contrastare l’epidemia in Sierra Leone. Per fare fronte ai contagi che in quella zona sono fuori controllo più che negli altri stati colpiti dell’Africa Occidentale, Emergency ha aperto il 18 settembre un Centro per la cura dei malati di Ebola a Lakka, a pochi chilometri dalla capitale Freetown. È lì che si è ammalato il medico italiano.

Presso il Centro di Lakka lavorano circa 110 persone tra medici, infermieri, logisti, ausiliari, personale delle pulizie. Gli operatori internazionali vengono da Italia, Serbia, Spagna e Uganda. Per garantire un’adeguata tutela dei pazienti e dello staff, tutto il personale ha seguito una formazione specifica sui protocolli di protezione, sull’utilizzo dei dispositivi di protezione personale e sul corretto movimento nei percorsi obbligati interni al Centro per evitare la diffusione del virus e la contaminazione. Insieme a DFID, l’agenzia di cooperazione del governo inglese, Emergency sta lavorando all’apertura di un nuovo ospedale da 100 posti letto che verrà aperto a metà dicembre.

 

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