Green Italia contro le trivelle nei mari siciliani

“Green Italia raccoglie il grido d’allarme dei comitati no triv, della green economy, delle associazioni ambientaliste e dell’Anci Sicilia e sfida il Governo Regionale ad impugnare alla Corte Costituzionale il provvedimento denominato “sblocca Italia”:su territorio e beni culturali e ambientali non può essere aggirata la competenza esclusiva della Regione Siciliana,sancita dallo Statuto e quindi di valenza costituzionale.

Il coordinatore nazionale di Green Italia Fabio Granata – dichiara – “Crocetta faccia valere le prerogative statutarie una volta tanto e non svenda nuovamente il territorio siciliano alle multinazionali del petrolio dopo averlo già svenduto agli americani con il Muos e alle mafie dei rifiuti e delle discariche:la Sicilia non può essere ridotta a piattaforma militare ed energetica, perché merita un futuro all’altezza del nostro passato,della nostra storia e della nostra rilevanza geopolitica mediterranea”.

L’estrazione dell’oro nero portera’ profitti solo alle compagnie petrolifere mentre rappresenta un rischio inaccettabile per l’ambiente, l’economia e il benessere delle comunità costiere.

Un progetto che prevede otto pozzi, una piattaforma e vari gasdotti al largo della costa tra Gela e Licata. È la prima volta che un fronte così ampio si schiera compatto contro le trivellazioni off-shore, confermando che la tutela del mare – e la volontà di seguire una strada ben diversa da quella fossile intrapresa dal governo e confermata con le forzature normative contenute nel cosiddetto decreto legge “Sblocca Italia” che, anche contro il dettato costituzionale, emargina gli enti locali e inibisce la partecipazione dei cittadini – non sono solo una priorità per gli ambientalisti, ma una necessità anche per le amministrazioni locali e per chi rappresenta attività economiche fondamentali per il Paese come il turismo e la pesca.

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