International Vegan Day a Settignano (FI) – L’etica, l’impegno e il gusto

Sabato 1 e domenica 2 novembre si sono svolte, presso il circolo Arci di Settignano (FI), due giornate dedicate al mondo cruelty-free, in occasione dell’International Vegan Day. L’iniziativa è stata promossa dalle associazioni Restiamo Animali (restiamoanimali.it), Essere Animali (essereanimali.it) e dalla Casa del Popolo di Settignano.

Il programma di sabato ha previsto diversi eventi come “Epifania animale. Il valore dell’interazione uomo-animale”, l’incontro con l’etologo Roberto Marchesini, fondatore e direttore della scuola di educazione e pedagogia cinofila SIUA (Scuola di Interazione Uomo Animale), per la sezione “altri suoni”, Anna Granata, cantante, cantautrice, partecipante al premio Tenco 2012, ha presentato la canzone “Cruelty free” ispirata alla sua convivenza con diversi animali.

Alle 20,30 il clou culinario della giornata: lo chef vegano Gabriele Palloni ha preparato pietanze cruelty free tipiche della cucina toscana.
I piatti realizzati sono stati molto apprezzati dal pubblico in sala, composto per la grande maggioranza da persone che non seguono, abitualmente, una dieta a base vegetale.
Un’occasione unica per chi serbava dubbi sulla bontà e sulla completezza nutrizionale di verdure, legumi, cereali e frutta. Il menu offerto dallo chef è stato talmente particolare che abbiamo deciso di farcelo esporre direttamente dall’autore.

Impronta Unika: “Gabriele, ci illustri le specialità presentate al vegan day?”
Gabriele Palloni: “E’ un menù che aveva l’intento di essere anche una provocazione, per far vedere che nella cucina toscana esistono da tempo piatti vegani, senza dover inventare chissà cosa.
Come antipasto, abbiamo presentato i coccoli al pepe nero con stracchino vegan, allestito con yogurt di soia, e i crostini toscani che, generalmente, da tradizione richiedono milza di manzo, mentre adesso si utilizzano i fegatini di pollo.
Noi abbiamo proposto un’alternativa con una salsina di l’okara (residuo dalla produzione del latte di soia) abbinati con pane artigianale con vin santo nell’impasto.
Il primo è il piatto più provocatorio. “Mezze penne con sugo di cinghiale sano e salvo”, con un ragù a base di seitan marinato in vino rosso e aceto, insaporito con alloro e ginepro.
Il secondo primo è un altro piatto povero della cucina toscana, “l’incavolata”, che richiama la più famosa ribollita, una zuppa di cavolo nero con l’aggiunta di zucca, patate e farina di mais, al posto del pane.
È meno conosciuto, ma risale agli inizi del ‘900.
Il secondo, il “Tondone trippato”, era un’alternativa nei periodi in cui la carne si mangiava poco nelle famiglie contadine. È una specie di frittata che noi abbiamo preparato con una mistura di farine (ceci, grano integrale,grano bianco e grano saraceno), aromatizzate con il “liquid smoke”, accompagnate ai fagioli all’uccelletto “felice”.
La ciliegina sulla torta sono stati i bomboloni fritti con crema autoprodotta di latte di cocco aromatizzate all’arancia”.

I.U. : “In tanti lo chiederanno, quindi, anticipo la domanda. Com’è stato possibile preparare i bomboloni senza utilizzare uova, latte vaccino e burro”?
G.P.: “Prima di tutto, la parte grassa è composta da margarina vegetale autoprodotta senza olio di palma. Delle uova non ce n’è bisogno perché, come avete potuto constatare (confermiamo decisamente la sua asserzione), i bomboloni sono riusciti bene lo stesso. L’impasto, è stato realizzato con aggiunta di curcuma”.

A Gabriele, abbiamo chiesto anche un po’ di storia personale.
I.U.: “Come ti sei avvicinato allo stile di vita cruelty free e quando hai deciso di diventare uno chef vegano”?
G.P.: “Sono vegetariano dal 1987. All’epoca, non era facile e non si conoscevano né il seitan né il tofu. Mi sono avvicinato al mondo vegan per sensibilità. Non volevo vedere più uccidere animali, quindi, per coerenza, decisi anche di non mangiarli. Sono stato vegetariano per 25 anni, poi, ho fatto il passo decisivo verso il veganismo. Sono contentissimo di questa scelta sia per etica personale che per una questione salutare. Sono diventato uno chef vegano nel momento in cui ho scelto la strada cruelty free. I problemi all’inizio erano tantissimi perché, a Firenze, non erano richiesti cuochi vegetariani. Poi, le cose sono cambiate. (Fortunatamente, aggiungiamo noi)”.

I.U.: “I nostri lettori possono gustare i tuoi piatti in qualche ristorante o sei un libero professionista”?
G.P.: “Ho avuto vari locali a Firenze negli anni fino all’ultima esperienza del 2013. Mentre cercavo un altro locale, mi sono dedicato alla cucina a domicilio e a varie collaborazioni. Una strada che mi piace molto di più perché posso cucinare solo vegano e mi dà l’opportunità di avere un rapporto diverso con le persone, la maggior parte delle quali onnivore, perché cucinando in casa loro, posso anche spiegare questo tipo di cucina e come realizzo determinate pietanze”.

La serata di sabato si è conclusa con la proiezione del film “The ghost in our machine” con introduzione a cura di Essere animali.
Impronta Unika è stata presente entrambi i giorni.
Sabato ho trascorso l’intero giorno in cucina con Gabriele, come volontario nello staff di Restiamo Animali, per la preparazione della cena. Osservandolo al lavoro, si percepisce come sia felice ne preparare le sue opere culinarie e quanta passione dedica nel costruire ogni suo piatto il che lo porta a ricercare, costantemente, quel gusto che sorprende anche i palati meno sensibili e più ostili ad una cucina povera di grassi animali e ricca di vegetali.
Oltre al professionista, abbiamo conosciuto una persona molto piacevole e coinvolgente.
Il nostro voto complessivo per Gabriele è 110 cum laude.

Domenica 2 Novembre si sono tenute molte altre iniziative, dalla consegna delle torte vegan da parte dei concorrenti per il concorso “la torta gentile”, durante il quale si è premiato l’autore della torta vegan più apprezzata dai giudici, al tutorial curato dallo chef Gabriele Palloni sulle alternative al latte vaccino e il loro utilizzo in cucina.
Non sono mancati i dibattiti con la “conversazione sul Giainismo” la più antica dottrina della nonviolenza, della compassione e dell’ecologia con Claudia Pastorino e il professor Luigi Lombardi Vallauri per finire con “altri versi”, poesie da altri punti di vista dell’attrice Virginia Billi.

Anche per la cena di domenica sera, gli amanti del vegan non sono rimasti delusi. La casa del popolo di Settignano, con Rosa e Rosanna ai fornelli, hanno proposto le “Sinfonie d’autunno” con crostini di carote caramellate su letto di indivie, pasta funghi e fagioli con le erbe, zucca e finocchi ammollicati e il budino di cachi.
Piatti originali e prelibati che hanno raccolto un tripudio di consensi tra gli ospiti. Formidabili cuoche e donne eccezionali.
Anche in questa occasione, sono stato di supporto in cucina per aiutare, osservare e degustare le prelibatezze a base vegetale.
Dopo cena, l’associazione Essere Animali ha presentato la sua ultima investigazione sotto copertura: Viaggi senza ritorno. Introduzione a cura di Sonny Richichi dell’associazione Italian Horse Protection.

Tutti coloro che si sono impegnati in questa iniziativa hanno dato il meglio per sostenere la causa vegan.
Il riscontro di pubblico, alla fine di questo weekend all’insegna del gusto e della sensibilizzazione, è stato assolutamente eccezionale.
L’applauso, al calar del sipario, è accompagnato da standing ovation.
Tutti in piedi e… Restiamo Animali !!!

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