Intestino e igiene intestinale, un aspetto fondamentale della salute

L’intestino è l’organo più complesso, a parte il cervello, del nostro organismo oltre ad essere il più grnade. Basti pensare che la sua superficie totale, comprese le estesioni dei villi, supera i 100 m2. Ha un epitelio molto sottile, tanto che in alcuni punti esso è costituito da un solo strato di cellule. E’ quindi delicatissimo per le funzioni che svolge che sono: la digestione, l’assorbimento dell’acqua e dei nutrienti, la funzione immunitaria, la detossificazione, la produzione di ormoni.

Perciò la difesa dell’integrità intestinale è l’azione protettiva più importante che possiamo compiere verso il nostro organismo, attraverso l’osservazione delle feci e della defecazione giornaliera. Come? Prestando attenzione ai gonfiori e ai dolori, controllando la produzione di gas putridi, facendo attenzione al malassorbimento, alle feci untuose, ai casi in cui nelle feci dovessero esser presenti residui di cibo interi o mal digeriti.
Affinchè siano garantite le sue funzioni al meglio è importante:
•svuotamento regolare dell’alveo (una o due volte al giorno)
•presenza di fibre
•presenza di una popolazione batterica
•con i microrganismi “giusti”
•con i “tipi” giusti
•riduzione della flora putrefattiva
•integrità epiteliale
•assenza di fecalomi

La regolarità intestinale è fondamentale, la stipsi o stitichezza è il nemico principale dell’intestino e, di conseguenza, dello stato di salute dell’intero organismo. Essa infatti è alla base di molte malattie. La costipazione intestinale è, nello stesso tempo, sia conseguenza che causa dei disordini intestinali, perciò è necessario regolarizzare il proprio intestino ad almeno una evacuazione giornaliera (l’ideale sarebbero due). Ma senza una corretta alimentazione non è possibile raggiungere questa regolarità. Ma atenzione, può accadere che anche dopo aver ristabilito un’alimentazione ricca di fibre e di acqua può essere difficile regolarizzare le evacuazioni se: si è fatto uso di purganti per molto tempo; si è impossibilitati di fare del moto (come accade per es. a tutti i malati costretti a letto o su una carrozzina).
Non si devono sottovalutare queste due importanti condizioni dato che sono alla base di irritazioni intestinali e di un avvelenamento generale dell’organismo.

Bisogna esser capaci di dire no ai purganti (salvo le eccezioni che diremo, anche a quelli vegetali), perchè non sono una soluzione. Se da un lato è vero che svuotano l’intestino dall’altra lo abituano a funzionare solo sotto stimolo esterno, facendolo impigrire ulteriormente. Possono essere accettati solo in casi eccezionali e per poche volte. Le vere soluzioni sono altre. Aumentate senza paura le fibre alimentari, che devono essere sia insolubili che solubili e la loro introduzione deve avvenire con l’alimentazione: cereali integrali, verdure e frutta. Ma se questi non fossero sufficienti a causa di una stipsi particolarmente ostinata occorre aggiungere fibre oltre all’alimentazione ordinaria. Quindi, a molta verdura e frutta, occorre aggiungere alla propria alimentazione i cereali integrali.

Se non dovesse bastare si dovranno aggiugere:
la crusca di avena, che è parzialmente solubile: 2 cucchiai colmi al giorno, ma per qualche settimana si possono usare anche 3 cucchiai al giorno. Come tutte le fibre deve sempre essere assunta durante un pasto (appena prima o durante);
fibra di semi di Psillio con un bicchiere d’acqua (sempre durante i pasti) una volta al giorno. Esistono già pronte anche le bustine di Psyllogel, da usarsi una volta al giorno, sciolta in acqua e lasciate riposare per pochi secondi (sempre durante i pasti).
Inoltre bisogna sforzarsi di bere molto, perchè alcune forme di stitichezze possono nascere da scarso contenuto idrico delle feci. In questi casi (e sempre quando si assume crusca) conviene assumere liquidi anche durante i pasti: è preferibile il lieve inconveniente di una diluizione dei succhi gastrici, rispetto alla mancanza di liquidi nei contenuti intestinali.

Non bisogna mai trattenersi dall’andare in bagno: tentate di andare al gabinetto alla stessa ora, preferibilmente il mattino dopo la colazione (anche quando non c’è l’impulso), aiutandovi eventualmente con stimoli meccanici (supposte, ecc.). E non dimenticate di fare del movimento è importantissimo, soprattutto camminare. Non tutti possono farlo ( persone in carrozzella o comunque immobilizzate): aumentare comunque le attività fisiche possibili, fisioterapia, ecc.
Mentre attendete che tutti questi precetti diano i loro risultati per darvi un aiuto in più si possono usare microclismi e supposte di glicerina. Se fate uso di supposte, curate che permangano nell’alveo il minor tempo possibile: vi è qualche sospetto sui danni che la glicerina può fare permanendo a lungo nell’intestino.

Nel caso in cui la defecazione risulti impossibile si consiglia uso di lassativi di origine vegetale o di citrati per non più di una settimana, prendendoli la sera prima di andare a letto.
Vanno diminuiti progressivamente del 50% alla settimana fino ad eliminarli completamente
Anche l’assunzione di prugne secche cotte rientra nell’uso dei lassativi vegetali.
Concludento, sappiate che uscire da un lungo periodo di stipsi intestinale non è rapido, bisogna armarsi di costanza e molta pazienza, l’importante è perseverare nella metodologia e i risultati arriveranno.

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