Italiani e cibo: amore e odio

Qual’è il vostro rapporto con il cibo: se vi sentite in sovrappeso o siete in sovrappeso vi rivolgete ad uno specialista del settore nutrizionale o preferite il fai da te? Pare che si spenda più per le diete che per l’acquisto di cibo di qualità, un dato che ci arriva da una ricerca di Last Minute Market.

Quli sono le abitudini alimentari delle famiglie italiane? Ebbene il 43% degli italiani ha un rapporto controllato con il cibo, anche all’insegna del sacrificio. Mentre il 31% vive l’alimentazione in maniera equilibrata e serena. La ricerca, presentata qualche giorno fa in occasione della seconda edizione del ‘Forum food & made in Italy’ organizzato dal Gruppo24Ore a Milano, sottolinea che il cibo è spesso un problema: il 21% degli intervistati ammette di avere un disordine alimentare.

Per fornire questi dati gli esperti hanno intervistato un campione di 1.500 famiglie italiane, a cui è stato chiesto di rispondere a domande sulle loro abitudini alimentari. Circa il 59 per cento si sente in sovrappeso e solo il 35 pensa di avere un peso ottimale e di essere in forma. Cosa fanno gli italiani per recuperare uno stile di vita corretto, perdere peso e migliorare le proprie abitudini alimentari? A dichiarare di essersi messo a dieta è il 24: ma solo il 7% però segue le indicazioni scientifiche del dietologo, 14 si impegna in un regime fai-da-te mentre il 3 si affida alle diete che compaiono sulle riviste. Per mettersi sulla strada giusta, metà dei partecipanti opta per cibi sani e naturali, oltre un terzo preferisce l’attività sportiva e altrettanti rinunciano agli eccessi di cibo e alcool.

C’è però un dato poco confortante, di fatto il consumo di prodotti di qualità in Italia è ancora limitato. A confermarlo sono i dati Ismea e Istat che dicono che il consumo dei prodotti biologici vale solo l’1,5 per cento dei consumi alimentari nazionali, il consumo interno dei prodotti a marchio (DOP, IGP, ecc.) incide per il 5,5 per cento circa sui consumi interni. Il presidente di Last minute market e direttore del dipartimento di Scienze agroalimentari dell’Università di Bologna, Andrea Segrè spiega: «Una tendenza che la ricerca valuta è che gli italiani spendono di più per mettersi a dieta piuttosto che per comprare cibo di qualità. Quello che emerge è che gli italiani devono dare più valore al cibo perché significa salute della persona».

Sull’importanza di promuovere uno stile di vita più sano, Expo Milano 2015 potrebbe rivestire un ruolo centrale: pare ne sia consapevole il 63 per cento degli italiani, che attribuisce all’evento un’importanza rilevante per aumentare le conoscenze dei cittadini in ambito agro-alimentare.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie