La marijuana avanza a colpi di referendum negli USA

Mentre negli Stati Uniti si decreta il successo politico dei repubblicani, avanza molto velocemente anche una rivoluzione culturale, meno alla ribalta rispetto a quella politica ma altretttanto significativa: la costante e progressiva legalizzazione delle droghe leggere. La marijuana si fa largo a colpi ri refendum.

In stati come Oregon e Alaska, nei quali già si faceva ricorso alla marijuana per uso medico ad uso e consumo di pazienti registrati, c’è stato un ulteriore passo in avanti: grazie a due referendum, ne è stata approvata la vendita e l’assunzione a scopo ricreativo, affiancandosi a stati come Washington e Colorado.

Anche nel Distretto di Columbia, dove ha sede Washington (la capitale) e dove gli arresti di giovani afroamericani per marijuana sono all’ordine del giorno, c’è stata una depenalizzazione della coltivazione e del possesso, ma non della vendita, di piccole quantità della droga. Unico vincolo è che i protagonisti abbiano oltre 21 anni di età. Stupefacente anche l’orientamento della Florida dalle radicate tradizioni conservatrici, ha votato a maggioranza per consentire ai medici di prescriverla. Sottolineiamo che la maggioranza per il momento è inferiore al 60% richiesto per modificare le esistenti e rigide norme anti-stupefacenti della Costituzione locale.

Sono gli elettori che hanno cominciato a girare le spalle alle grandi “guerre alla droga” senza distinzioni. Il cambiamento culturale in merito viene dunque da lbasso perchè quasi metà degli stati americani negli ultimi anni ha preso iniziative che in qualche modo depenalizzano la marijuana. Ne sono riamsti solo che 27 la mettono ormai del tutto al bando. E come sottolineato dalla prestigiosa rivista The Economist, sta emergendo un vitale, dinamico e non dimentichiamo, legittimo settore economico, battezzato “canna-business”.

Ma polemiche e tensioni rimangono, del resto sia il governo federale che le leggi nazionali rimangono schierate contro la marijuana come contro qualunque droga. Al momento questa formidabile apertura è solo informale, legata alla rigidità o meno con cui la legge viene applicata. Certo è che in taluni casi la tolleranza ha prevalso davanti alle scelte locali di legalizzazione, benchè di recente in California i dispensari di marijuana siano stati perquisiti e bloccati dagli agenti della Drug Enforcement Administration pur protetti da autorizzazioni e licenze dello stato. Guarda caso l’unica authority federale che sembra davvero propensa a chiudere un occhio, per aprire piuttosto il portafoglio, e’ il fisco: l’Irs non si fa problemi nel raccogliere imposte sulle attività legali legate alla marijuana. Avanguardia o interesse ecnomico?

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