La metà delle stelle si nasconde al di fuori delle galassie

Gli astronomi hanno individuato un debole bagliore cosmico, invisibile fino ad ora, che può venire dalle stelle che galleggiano alla deriva tra le galassie. La scoperta suggerisce che oltre la metà di tutte le stelle nell’universo si nasconde al di fuori dei confini galattici.
“Potrebbero esserci persone che vivono là fuori, in mezzo allo spazio buio e freddo, che non hanno una Via Lattea,”dice Harvey Moseley, un astrofisico presso il NASA Goddard Space Flight Center a Greenbelt, nel Maryland.

Le stelle sono state probabilmente scagliate lì quando le galassie sono entrate in collisione. Un team guidato dall’astrofisico Michael Zemcov, del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena, ha pubblicato la scoperta sul numero di Novembre della rivista Science.

I risultati vengono dal Cosmic Infrared Background Experiment (CIBER), che è stato trasportato brevemente nello spazio nel 2010 e nel 2012 a bordo di un razzo sonda. Appena CIBER si è trovato fuori dall’atmosfera, ha guardato verso cinque diverse regioni dello spazio, un minuto per ciascuna regione, raccogliendo quante particelle di luce cosmica gli è stato possibile. I voli hanno avuto luogo in diversi periodi dell’anno, in modo che gli astronomi potessero sottrarre gli effetti confondenti della luce zodiacale, il bagliore della luce solare che viene sparso attraverso la polvere interplanetaria.

CIBER è stato progettato per cercare le fluttuazioni di luce infrarossa a caccia di segni di alcune delle prime galassie che si sono formate nell’Universo. La luce di queste galassie è stata spostata a lunghezze d’onda infrarosse a causa dell’espansione dell’universo.

Ma quando Zemcov e i suoi colleghi hanno cominciato a scansionare i dati di CIBER, hanno capito che la luce catturata non era abbastanza rossa da provenire da antiche galassie. La luce doveva venire da qualcosa di più moderno e più vicino, come stelle ordinarie.

Gli scienziati hanno concluso dai punti di vista di CIBER dell’intero universo, che non vi era molta più luce di quella che poteva essere spiegata con le galassie conosciute. Ciò significa che la luce proviene probabilmente da stelle tra le galassie, dice il membro del team Jamie Bock, un astrofisico presso il Caltech. “Queste stelle producono tanta luce come le galassie stesse,” dice. “Davvero emozionante”.

Le stelle normalmente risiedono all’interno di galassie, ma possono esserne tirate fuori da forze gravitazionali quando le galassie collidono. Bock sospetta che molte di queste stelle rinnegate potrebbero provenire da galassie relativamente leggere, che possono perdere il possesso delle loro stelle più facilmente rispetto a galassie più massicce.

“Se questo è vero, allora c’è un’intera popolazione di stelle che se ne sta là fuori, ma sono individualmente così deboli, che possiamo davvero solo vederle in ensemble,” dice Moseley.

Il lavoro dimostra quanto poco gli astronomi conoscono dello spazio intergalattico, e come esso contribuisce al bilancio energetico dell’universo, afferma Juna Kollmeier, astronomo presso gli osservatori di Carnegie a Pasadena. Nel mese di giugno, Kollmeier e i suoi colleghi hanno segnalato il problema della ‘luce mancante’: non ci sono abbastanza stelle e galassie per spiegare altre osservazioni nello spazio intergalattico.

Juna definisce l’ultima scoperta “provocatoria”, ma non è convinta dai modelli che il nuovo studio ha utilizzato per concludere che la luce proveniva da stelle extragalattiche.

Bock e i suoi colleghi ora stanno preparando un esperimento di follow-up, CIBER2, che esaminerà il visibile anzichè lunghezze d’onda infrarosse. Sperano che rivelerà nuove informazioni circa l’alone di sfondo ed esattamente quali tipi di stelle potrebbero contribuire ad esso.

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