Murge: connettere comunità e territorio, terzo appuntamento

Il Parco dell’Alta Murgia come soggetto di integrazione territoriale. La Città Metropolitana deve riconoscerlo come: con esso sono state già sperimentate azioni di tutela del territorio e di relazioni proficue con i detentori di beni. L’Ente Parco così si identifica in un vero e proprio laboratorio per la gestione di attività relative all’area omogenea, fortemente sentite dalla comunità.

Si conclude con questo concetto il ciclo di appuntamenti con la programmazione partecipata di Murgia Metropolitana, il progetto unico in Italia che, attraverso il confronto tra amministratori locali, dirigenti e funzionari comunali, esponenti di associazioni, parti sociali e semplici cittadini, vuole redigere il documento che entrerà a far parte dello Statuto di Bari Città Metropolitana, attualmente in lavorazione da parte della Commissione presieduta da Alfonso Pisicchio. Questi attori, come già accaduto a Gravina e a Cassano nelle scorse settimane, si sono confrontati su Amministrazione condivisa, Funzioni e Relazioni e competenze tra gli Enti nei tre tavoli Open, Source e Governance.

Ad aprire i lavori, anche in quest’ultimo incontro tenutosi ieri sera a Ruvo, il presidente del Parco dell’Alta Murgia, Cesare Veronico, che in prima battuta assicura: “Il ruolo dell’Ente Parco è quello di facilitatore. Siamo ormai una realtà consolidata sul territorio, quindi siamo anche in grado di farci promotori delle esigenze dei nostri cittadini”. Ai partecipanti dei comuni dell’Altopiano Murgiano (Ruvo, Corato, Andria, Bitonto, Toritto e Grumo) dice: “In questa fase finale del progetto, posso dire che i cittadini dell’Alta Murgia hanno recepito benissimo il significato di questo documento, molto più della politica. Sappiamo che l’identità del nostro territorio é molto sentita. Per questo deve avere un valore ben preciso all’interno di Bari Città Metropolitana. I 13 comuni che rientrano nel Parco dell’Alta Murgia vogliono essere rappresentati con la loro cultura, storia, ruralità e gastronomia, altrimenti tutto finirà con uno schiacciamento baricentrico”.

L’attenzione del presidente, poi, si concentra sull’ultimo step, ovvero la presentazione del documento alla Commissione Statuto: “L’appuntamento del 2 dicembre ufficializzerà e consoliderà la nostra posizione. Nonostante tempi così stretti nella redazione dello Statuto, per la Commissione sarà determinante accettare il documento di Murgia Metropolitana perché in questo modo si rafforzerà la nostra presenza all’interno del nuovo ente. Ci hanno rassicurato che sono pronti a recepire le richieste come hanno confermato il presidente Pisicchio e il sindaco della Città Metropolitana Decaro. Il nostro lavoro sarà assorbito in toto anche perché al momento siamo gli unici interlocutori simili in tutto il barese”.

“Abbiamo bisogno di una Città Metropolitana a misura di cittadino”, interviene la coordinatrice del progetto Murgia Metropolitana, MariaGiovanna Turturo, che entra nel dettaglio della legislazione: “La legge Delrio chiede di riorganizzare tra gli enti già esistenti quello più adeguato a delineare le varie sfaccettature della Città Metropolitana. Il nostro territorio è già rappresentato dal Parco dell’Alta Murgia che in questi anni ha agito a vantaggio dei 13 Comuni che ne fanno parte. Siamo già a metà dell’opera. Perché ricominciare tutto da capo?”.

I risultati del Tavoli: Open, Amministrazione condivisa.

Il rischio che con la programmazione della Città Metropolitana si abbia il baricentrismo è dietro l’angolo. Per questo, l’assise ha rivendicato elezioni dirette come primo passo verso la partecipazione. Inoltre è emersa la necessità di organizzare una piattaforma gestita da ogni comune dove i cittadini possono dire la loro nelle politiche di pianificazione strategica. Un altro elemento di fondamentale importanza sarà la dinamicità: alcune funzioni potranno essere idonee non solo all’area del Parco ma anche alla Città Metropolitana. Stessa cosa potrebbe accadere per quei territori che politicamente non fanno parte di queste zone ma geograficamente sì, come Spinazzola (che insiste nella Bat ma si trova nell’area del Parco) o Matera (in Basilicata ma anch’essa nel Parco). Nella legge, quindi, c’è il limite della provincia ma la collaborazione con questi altri comuni potrebbe giovare alle esigenze dei cittadini.

Source (Funzioni) e Governance (Relazioni e competenze tra gli Enti). Anche in questa occasione, come già accaduto all’appuntamento di Cassano, i due tavoli si sono uniti trovando punti d’interesse comuni sui quali discutere. Partendo dal presupposto che l’Ente Parco si fa portavoce delle esigenze dei comuni dell’area omogenea della Murgia, è emerso che anche altre zone del barese dovrebbero comportarsi allo stesso modo, trovando un ente nella loro area omogenea che percepisca le esigenze dei cittadini. Uno scambio di idee tra enti faciliterebbe la collaborazione con la Città Metropolitana che avrebbe una vera costruzione dal basso. Il Parco si presta a questa funzione per competenze pregresse in settori come territorio, ambiente, economia e società. È un modello da sperimentare e da portare in altre zone omogenee.

Il report finale risultato dei tre incontri sarà presentato al tavolo conclusivo di martedì̀ 2 dicembre (alle 18) nella Sala Consiliare del Palazzo di Provincia di Bari, sede della Consiglio Metropolitano.

Sul sito murgiametropolitana.parcoaltamurgia.gov.it nella sezione Partecipa è possibile commentare i risultati dei tavoli, inserire opinioni, offrire contributi e idee.

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