Murge: connettere comunità e territorio, secondo appuntamento

Lo sviluppo condiviso è un elemento dal quale non si potrà prescindere nella creazione della Città Metropolitana. La storia rurale, la sostenibilità, l’identità territoriale, agricola e culturale devono essere alla base della sua pianificazione strategica. Solo in questo modo lo Statuto – in fase di realizzazione – diventerà un documento in grado di rappresentare al meglio il processo effettivo del fare comunità, nonostante la Legge Del Rio abbia carenze proprio su questo argomento.

E’ quanto è emerso dal secondo appuntamento di Murgia Metropolitana, il progetto che coinvolge i 13 Comuni dell’Alta Murgia (coordinati dal Parco nazionale dell’Alta Murgia) e che ieri ha visto amministratori locali, dirigenti e funzionari comunali, esponenti di associazioni, parti sociali e semplici cittadini dell’Area Sella di Gioia confrontarsi su Amministrazione condivisa, Funzioni e Relazioni e competenze tra gli Enti nei tre tavoli Open, Source e Governance.

Dopo l’appuntamento di Gravina della scorsa settimana e in attesa dell’ultimo incontro programmatico di Ruvo di Puglia di giovedì prossimo, 24 novembre, Murgia Metropolitana ha proseguito il suo percorso di condivisione con i rappresentanti di Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Santeramo e Acquaviva delle Fonti. Va ricordato che il progetto, che porterà alla redazione del documento unitario dell’Area Omogenea che entrerà a far parte dello Statuto di Bari Città Metropolitana, è l’unico nel suo genere in Italia. Esperienze simili si sono avute in altre Città Metropolitane della penisola ma sono stati impiegati cospicui fondi e molto tempo. Adesso altri enti come il Parco del Bellunese, quello del Vesuvio e del Gran Paradiso stanno studiando il programma murgiano e lo prenderanno in considerazione per avviare processi analoghi.

L’appuntamento si è aperto con i saluti del sindaco di Cassano, Vito Domenico Lionetti, e del presidente del Parco dell’Alta Murgia, ente capofila del programma, Cesare Veronico: “I Comuni che fanno parte dell’Alta Murgia hanno una diversa specificità territoriale rispetto agli altri dell’hinterland o del sud est che entreranno a far parte della Città Metropolitana. Questi incontri servono proprio a rimarcare la nostra identità. Abbiamo un passato e una storia, caratteristiche paesaggistiche, gastronomiche e culinarie differenti. Vogliamo avere un peso ben preciso nella creazione dello Statuto, per far sì che la nostra cultura non si appiattisca su una visione baricentrica dell’intero documento”.

L’assessore provinciale con delega alla Città Metropolitana, Davide De Vivo, ammette che “il percorso della Città Metropolitana sarà lungo e difficile”. Il suo intervento all’assiste di Cassano continua con fermezza: “Ritengo che Bari non abbia i requisiti adeguati per diventare Città Metropolitana perché secondo le leggi, questo titolo va a territori uniformi, molto uguali tra loro, cosa che tutto il Barese non ha mai avuto in quanto troppo vasto e la Murgia ne è un esempio”. Il delegato, quindi, ritiene che “questi motivi ritarderanno e daranno problemi alla stesura dello Statuto perché bisognerà accontentare tutti”. Ma una luce alla fine del tunnel la vede: “Ben vengano quindi queste riunioni, perché è qui che nascono le proposte che copriranno il deficit burocratico e legislativo che c’è nella lunga strada verso la Città Metropolitana”.

La risposta a stretto giro non si fa attendere e arriva dalle parole della consulente scientifica di Murgia Metropolitana, Giovanna Iacovone: “L’organizzazione non è mai una cosa neutra. La Legge Del Rio non definisce in maniera perfetta lo Statuto della Città Metropolitana ma lascia ampi spazi di manovra nella redazione. Ed è in questo contesto che i territori devono intervenire, offrendo il loro contributo per redigere al meglio i documenti statutari in base alle necessità delle Aree Omogenee. In questo modo l’organizzazione sarà addirittura più semplice”.

I risultati del Tavoli

Open, Amministrazione condivisa. Per una democrazia partecipata non bastano piattaforme virtuali dove condividere idee, opinioni e progetti ma serve anche uno spazio fisico che accolga le esigenze del territorio. Dal tavolo di Cassano è emerso che uno di questi potrebbe essere proprio la scuola, luogo in grado di accedere a tutti i livelli sociali, demografici ed economici di una determinata area. Ovviamente non si sfrutterebbero i bambini ma si organizzerebbero assemblee per genitori e nonni. In più, in ogni comune della Città Metropolitana ci dovrebbe essere un urban center che lavori alla programmazione e prepari la pianificazione territoriale. Di fondamentale importanza sarà creare delle reti con i comuni limitrofi in settori come il turismo o volontariato che necessitano di una organizzazione strategia per offrire un prodotto sempre più accurato.

Source (Funzioni) e Governance (Relazioni e competenze tra gli Enti). In questa occasione, i due tavoli si sono uniti trovando punti d’interesse comuni sui quali discutere. S’è detto che se il problema é riorganizzare la Città Metropolitana, questa deve avere alla base un modello di sviluppo condiviso, ovvero una visione comune sulla quale modellarsi. Nella pianificazione strategica devono essere inserite tutte le peculiarità di un’Area Omogenea. Solo in questo modo lo Statuto avrà una forte identità locale e rappresenterà al meglio tutte le caratteristiche delle zone che compongono il territorio.

I lavori sono stati aggiornati all’ultimo appuntamento programmatico che si terrà giovedì 27 novembre a Ruvo di Puglia, sempre alle 18, nella Sala ex Convento Domenicani (via Madonna delle Grazie, 2) con i comuni dell’Area Altopiano Murgiano (Ruvo di Puglia, Bitonto, Andria, Corato, Grumo Appula, Toritto).

Il report finale risultato dei tre incontri sarà presentato al tavolo conclusivo di martedì̀ 2 dicembre (alle 17) nella Sala Consiliare del Palazzo di Provincia di Bari, sede della Consiglio Metropolitano.

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