Net Neutrality, il Governo italiano e le minacce digitali

Mentre in Italia la Presidenza della Camera lancia l’iniziativa a favore dei Diritti Digitali, in Europa la Presidenza italiana attacca il più fondamentale di tali diritti, la Neutralità della Rete, proponendo un emendamento in cui si suggerisce la sua cancellazione e quella dei “servizi specializzati”, annullando così tutte le protezioni che il Parlamento europeo ha posto come barriera contro le strategie commerciali dannose per l’Internet.

Non solo questo emendamento diventa di fatto un cavallo di Troia per pratiche inaccettabili che limitano il diritto fondamentale di ricevere e diffondere informazioni, con costi significativi per la crescita, l’investimento e l’innovazione, ma soprattutto, sarebbe limitata la libertà di ogni cittadino di navigare liberamente e gratuitamente in Rete.

La miopia di questo provvedimento è dimostrata dal fatto che critiche sono piovute da ogni parte, non solo in Europa, ma pure dagli USA, come testimonia l’annuncio fatto ai microfoni di Reuters da Andrus Ansip (Vice Presidente per l’Unione Digitale) in appoggio ideale alla posizione di Obama che nei giorni scorsi ha ribadito il suo “no” alle proposte della Fcc su una gestione diversificata del servizio in base al pagamento dei consumatori in materia di Net Neutrality.

Il Partito Pirata in Italia, come altrove nel mondo, si batte per l’indipendenza e la neutralità della Rete affichè chiunque possa esprimere la propria opinione (libertà di espressione), per dare e ricevere informazione senza tramite, per beneficiare dell’immensa cultura che la Rete ha reso più facilmente accessibile, non può che schierarsi contro questa proposta, ennesimo attacco ad un bene comune quale la Rete Internet, e partecipare alla campagna di informazione dei cittadini affinché scendano in campo a difendere uno dei pochi diritti loro rimasti.

I fatti

Grazie a EDRi e a La Quadrature Du Net sono stati diffusi i documenti riservati spediti il 14 novembre 2014 scorso dalla Presidenza italiana del Consiglio europeo ai delegati degli altri Paesi. Tali testi contengono le proposte italiane di emendamento al documento presentato in prima lettura lo scorso aprile dal Parlamento Europeo in cui si affermava una forte difesa della Net Neutrality (grazie anche agli europarlamentari del Partito Pirata).
Scorrendo il documento, si legge la proposta di poter disporre di deroghe alla impossibilità di bloccare il traffico Internet, affidandone il compito all’Autorità amministrativa di Controllo delle Comunicazioni (Agcom), rendendo arbitre le entità di regolazione di disporre blocchi all’accesso, al di fuori delle regole giudiziali. Di fatto un grande favore (forse promesso?) alle grandi società che da sempre cercano di aprirsi la strada alla creazione di corsie veloci preferenziali “navigabili” solo a fronte del pagamento per il servizio.

La nuova bozza delle proposte della Presidenza Italiana, pubblicata dall’avvocato e blogger Fulvio Sarzana il 25/11, conferma i timori emersi la scorsa settimana in merito alla Net Neutrality non essendo state apportate modifiche sostanziali su questo tema.
Ma qualche ritocco aggiunge delle novità in favore delle Telco, proponendo di posticipare la data da cui dare nuovo corso alle norme sul roaming (equiparazione del roaming comunitario a quello nazionale) e ipotizzando un nuovo mandato esplorativo per ridiscutere ulteriormente questi temi.
Così peggiorato il documento sarà presentato dalla Presidenza Italiana e discusso nelle prossime ore a Bruxelles dimostrando una visione miope e proponendo soluzioni rischiose, che ricordano alcune pratiche di paesi autoritari per giungere ad una censura più stringente, o usata come cavallo di troia degli anacronistici difensori del diritto d’autore online.

Tutti i bit sono nati uguali!

Il Partito Pirata si schiera in difesa della Net Neutrality così come l’avevano definita gli autori dell’omonimo articolo pubblicato nel 2006 sul Washington Post, Lawrence Lessig e Robert W. McChesney: “Neutralità della rete significa semplicemente che tutti i tipi di contenuti Internet devono essere trattati allo stesso modo e viaggiano alla stessa velocità sulla rete. I proprietari delle connessioni di Internet non possono operare discriminazioni. Questo è il semplice ma geniale disegno ‘end-to-end’ che ha reso Internet una forza potente per il bene economico e sociale.”

Comunicato Stampa

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