Ogm: Positivo il voto dell’Europarlamento sul divieto di coltivazione

Salutiamo positivamente la decisione presa oggi a larga maggioranza dalla Commissione Ambiente dell’Europarlamento relativa alla revisione della normativa sulla coltivazione deli Ogm. Un provvedimento che prevede la possibilita’ per i 28 Stati membri di limitare o bandire la coltivazione di Organismi geneticamente modificati (Ogm) sul proprio territorio anche se autorizzata a livello Ue. Le prossime settimane saranno cruciali affinché l’Italia, durante il suo semestre di presidenza europea, si impegni per raggiungere un accordo in coerenza su quanto votato oggi dalla Commissione”. Questo il commento di Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, sul via libera arrivato oggi dalla Commissione ambiente dell’Europarlamento.

Secondo il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, l’Italia deve essere libera di vietare gli Ogm come ha fatto fino ad ora: lo chiede il 76% dei cittadini. Quasi 8 italiani su 10, dunque, si oppone al biotech nei campi.  “L’Europa da un lato, le Alpi e il mare dall’altro, renderanno l’Italia – sottolinea – finalmente sicura da ogni contaminazione di Ogm a tutela della straordinaria biodiversità. Tra gli emendamenti approvati dall’Europarlamento si segnala l’ampia serie di fattori che possono risultare alla base della decisione del divieto da parte degli Stati che possono riguardare obiettivi di politica ambientale, degli impatti socioeconomici, dell’uso del suolo e dell’ordine pubblico”.

Nel corso della procedura di autorizzazione di un Ogm ogni Stato potrà, dunque, pretendere di adeguare la portata geografica del divieto di coltivazione senza, tuttavia, dover trattare con l’impresa multinazionale titolare del brevetto com’era previsto nella proposta iniziale. “La richiesta dello Stato viene comunicata alla Commissione ed è automatica e questo – conclude la Coldiretti – significa il pieno recupero della sovranità allo Stato mentre, sulla base delle procedure europee in vigore, dovranno essere presi in considerazione anche effetti a lungo termine degli Ogm sulla salute umana e sull’ambiente, con un deciso rafforzamento del principio di precauzione”.

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