Riscoprire la sessualità con il tantra

Secondo Osho, il sesso oggi decade in forme grezze che manifestano una profonda incomprensione. In effetti la vita sessuale di molti è priva di senso e infarcita di lussuria che viene scambiata per libertà. E’ tutta una questione di repressione. La visione che offre Osho è ben diversa. Siamo consapevoli del fatto che il sesso ha un ruolo centrale nella nostra vita, è qualcosa di esistenziale. Su di esso si concnetra molta energia che, oltre al piacere, può dare la vita e aprire molte altre porte. Questa energia può essere liberata, ma non dalla repressione o dalla dissolurezza bensì dalla comprensione. Egli infatti dice: “Una volta liberata l’energia, dal fango emerge allora il loto” e attraverso di esso la trascendenza.

E’ la comprensione l’unica via: “Per il tantra, tutto ciò che esiste deve essere compreso e, attraverso la comprensione, la trasformazione viene da sé”. Infatti il tantra non è una via di dissolutezza, ma di libertà. In senso mistico, la dissolutezza è funesta, al pari dell’astinenza. Nella sessaualità invece c’è una componente sacra. L’unica via per una sessualità sacra sarebbe, anche in questo caso, quella che sta nel mezzo. “Resta al centro: né represso, né dissoluto. Stai nel mezzo, vigile, pronto e consapevole”, dice Osho. Come per accedere alla pace interiore, per esempio, o all’armonia.

Anche i latini dicevano “in medio stat veritas”, ma come fare per tornare allora a stare al centro, né dissoluti, né repressi? Secondo Osho bisogna sconfiggere il conflitto più grande, quello che oppone la sessualità all’ego. Ed evidenzia: “La sessualità è un’attività animalesca. Poco importa quello che fai o crei attorno a essa, resta fondamentalmente qualcosa di “selvaggio”.

Ecco il punto: non è facile vivere questa dimensione. Del resto camminando nei sentieri della sessualità, l’ego si perde, e può sorgere la paura, quella di perdere il controllo. Troppo spesso la gente fa finta di fare l’amore e resta in superficie. Si accontenta di una messa in scena superficiale. La via d’accesso all’animalesco richiede nettamente di “mollare l’ego e il controllo”.

E qui entra in gioco la consapevolezza! Quando si fa l’amore, dobbiamo restare “vigili”. Non importa quello che succede, bisonga guardare oltre, non perdersi niente: le sensazioni, le nostre e quelle del partner. Osserivamo, per aprire questa porta non si deve intervenire. Non preoccuparsi di quello che succede nel nostro corpo, nella nostra testa, nella nostra energia interiore. Si crea un nuovo circuito, l’elettricità del corpo si sposta verso una nuova direzione, circolare questa volta. Si crea un cerchio interno che si può percepire. Ed essere vigili significa sentire di essere diventati il veicolo di un’energia vitale che circola in noi. Se si resta in ascolto, si noteranno cambiamenti energetici nel proprio corpo, e di conseguenza ci saranno meno pensieri in testa, e il cuore si aprirà. Solo allora voi e il vostro partner sarete una cosa sola, e succederà qualcosa che va al di là di voi. Quando avviene ciò, allora l’energia sessuale diventa energia di meditazione.

La sessualità sacra implica due elementi. La capacità di abbandonarsi al piacere e di lasciare spazio al proprio lato animalesco, che può allora emergere in tutta la bellezza della sua presenza. Ma occorre andare oltre, osservare e restare consapevoli. Solo allora si trasformerà questa energia e si accederà al sacro, alla trascendenza.

Il sesso è una delle attività date dalla natura che viene costantemente sottomessa alle leggi del mercato e della nostra società consumistica. In realtà richiede solo qualità di presenza rispetto a ciò che accade. Il sesso, come la vita, è un mistero da decifrare. Si tratta di un’energia così importante che da lì nasce la vita. E’ viaggio, verso una comprensione che dobbiamo semplicemente sperimentare.

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