Specchi solari refrigeranti: raffreddare gli edifici con il sole senza elettricità

Specchi solari in grado di fornire il raffreddamento degli edifici, anche in condizioni di pieno sole. Un sistema che potrebbe portare a produrre aria condizionata senza che si richieda l’uso di elettricità. A realizzarlo un team di ricercatori della Stanford University coordinati da Shanhui Fan e Aaswath Raman, come spiega lo studio pubblicato sulla rivista Nature.

Il dispositivo di raffreddamento solare progettato dal team riflette la maggior parte della luce solare che lo colpisce, trattenendo calore dagli edifici o dalle strutture su cui è installato. Questo calore, in seguito, si irradia nello spazio, migliorando in tal modo gli sforzi di raffreddamento di quelle strutture.

“Generalmente lo spazio viene considerato come fonte di calore proveniente dal sole, ma lontano dal sole lo spazio esterno è davvero un luogo molto freddo. Abbiamo sviluppato un nuovo tipo di struttura in grado di riflettere la maggior parte della luce solare, mentre allo stesso tempo invia calore dove c’è aria fredda, rinfrescando le strutture artificiali anche di giorno”, spiega Shanhui Fan, professore di ingegneria elettrica presso l’università.

Il team ha progettato i materiali nanofotonici dal quarzo e dal carburo di silicio, entrambi deboli nell’assorbimento della luce del sole. Secondo i risultati della ricerca, il nuovo pannello può raggiungere una potenza di raffreddamento netta di oltre 100 watt per metro quadrato, equivalente ad una tipica casa unifamiliare con solo il 10 per cento del suo tetto coperto di pannelli.

Poiché questi pannelli di raffreddamento utilizzano una tecnologia passiva, non vi è alcun apporto di energia esterna richiesta e la mancanza di parti mobili soggette ad usura o a rottura dei pannelli stessi porterebbe ad un utilizzo più esteso nel tempo e a bassi costi di manutenzione. “Siamo in grado di prevedere le richieste di raffreddamento radioattivo nelle aree del mondo in via di sviluppo, dove l’aria condizionata non è nemmeno utilizzata in questo momento. Ci sono tante persone che potrebbero beneficiare di tali sistemi”, conclude Fan.

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