Lo straordinario progetto delle case in tessuto

La vita umana nel corso della storia si è sviluppata alternando ondate di migrazione ad altre di insediamento stanziale. Lo spostamento delle persone ha fatto sì che venissero scoperti nuovi territori, e di conseguenza si formassero nuove comunità, villaggi, città e nazioni. Questa dualità tra esplorazione e insediamento, movimento e stanzialità è ciò che significa essere umani. Ma a causa delle guerre globali e delle calamità naturali, siamo stati costretti ad assistere allo spostamento di milioni di persone da un territorio ad un altro. I profughi che cercano rifugio da disastri che li hanno colpiti cercano di portarsi dietro quello che possono e riassestarsi in terre sconosciute, spesso iniziando con nient’altro che una tenda che chiamano casa. “La casa in tessuto” riesamina il tradizionale concetto architettonico di rifugio/tenda grazie alla creazione di un tessuto tecnico, strutturale, che si espande per racchiudere e si contrae per muoversi, fornendo allo stesso tempo le comodità della vita di ogni giorno (calore, acqua, elettricità, stoccaggio, ecc.) E’ il progetto dell’architetto Abeer Seikaly. Il modello utilizzato è quello della tenda facile da montare e allestire. Il tessuto si ispira sia alle tecniche tradizionali d’intreccio per la creazione di cesti, sia al mondo animale in particolare alla pelle dei serpenti per quanto riguarda il concetto di flessibilità. Lo straordinario di queste case in tessuto sta nel fatto che ogni unità abitativa è autosufficiente e dotata di tutti i requisiti indispensabili per la vita domestica come l’acqua corrente e la produzione di calore.

Il tessuto strutturale è resistente agli agenti atmosferici e si adatta alle diverse esigenze climatiche e proprio grazie alla sua forma alveolare e adattabile, consente diverse configurazioni. Infatti, dà la possibilità sia di sigillare ogni apertura, per trattenere all’interno il calore, ma anche di creare ulteriori passaggi per favorire il passsaggio di flussi d’aria in caso di climi torridi. All’interno la comodità è garantita dalle elevate prestazioni del tessuto tecnico a doppio strato, che è in grado di captare le radiazioni solari e trasformarle in energia utilizzabile per scaldare l’acqua. L’intercapedine si usa per il passaggio degli impianti e per la termoregolazione. Un sistema di raccolta dell’acqua piovana e della condensa delle le ore notturne, è utilizzabile per gli usi domestici e per il sistema di riscaldamento in modo tale da garantire la sopravvivenza dell’unità abitativa.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie