Turchia, abbattuti 6.000 ulivi per far posto a una centrale a carbone

Turchia – 6.000 ulivi abbattuti per far posto a una centrale a carbone. E’ successo nella città turca di Soma, dove gli ambientalisti e gli abitanti dell’area hanno duramente protestato contro la società appaltata per il progetto, la Kolin group, subendo la reazione delle guardie di sicurezza dell’azienda. Alcune persone sono state picchiate e rinchiuse in un capannone per alcune ore.

Le immagini televisive hanno mostrato il capo del villaggio, Mustafa Akin, piangere in diretta e alcune anziane hanno abbracciato gli alberi prima di essere abbattuti. “Erano i miei figli”, ha raccontato una donna di 80 anni. Poche ore dopo gli scontri, un tribunale turco ha bocciato la decisione che autorizzava la compagnia – vicina al governo di Ankara – a prendere il controllo del bosco. Troppo tardi, perche’ migliaia di alberi erano stati gia’ sradicati. Greenpeace ha parlato senza mezzi termini di uno “scandalo legale” e ha annunciato che i responsabili di questo disastro saranno denunciati.

Dopo gli scontri un tribunale turco ha bocciato la decisione che autorizzava la compagnia, vicina al governo di Ankara, a prendere il controllo del bosco ma gli alberi erano stati già sradicati.

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