1 dicembre Giornata Mondiale contro l’AIDS, nel mondo 9,6 mln di persone affette da HIV

Oggi 1 dicembre è la Giornata Mondiale contro l’AIDS, milioni di persone ancora in attesa di cure. Circa 9,6 milioni di persone affette da HIV/AIDS devono seguire un trattamento che dura tutta la vita, i farmaci antiretrovirali costano meno di un tempo, esistono più centri per la diagnosi e i trattamenti e nuovi modelli di cura più accessibili ai pazienti. Nei posti in cui le persone possono accedere a questi servizi, il numero delle nuove infezioni diminuisce ogni anno.

I risultati positivi hanno trasformato quella che era una condanna a morte in una malattia cronica gestibile – per chi segue il trattamento. Non dimentichiamo, però, che l ’epidemia continua a mietere oltre 1,6 milioni di vittime ogni anno. Oggi, secondo le nuove linee guida dell’OMS, più di 18 milioni di persone hanno bisogno di essere inserite nei programmi di cure. In molti paesi dell’Africa Sub-Sahariana, l’AIDS rimane la principale causa di morte per gli adulti, lasciando molti bambini orfani. L’HIV/AIDS continua a distruggere vite e comunità.

In Italia si contano 6 nuovi casi di Hiv ogni 100 mila residenti, numeri simili a quelli registrati in Spagna, Francia, Paesi Bassi, Grecia e Regno Unito. La fascia d’età che nella Penisola ha il primato di incidenza è quella dei 25-29enni: 15,6 nuovi casi ogni 100 mila residenti. Il virus continua a colpire e la sua corsa è sostenuta soprattutto da rapporti sessuali non protetti, ai quali sono attribuibili – spiegano gli esperti dell’Iss – l’83,9% di tutte le nuove diagnosi di Hiv (26% maschi, 18,5% femmine e 39,4% omosessuali maschi). Questa la fotografia dell’Hiv in Italia, mentre oggi in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale di lotta contro l’Aids, istituita per la prima volta nel 1988 per volontà dell’Organizzazione mondiale della sanità. Slogan di quest’anno ‘Closing the gap in HIV prevention and treatment’ (riduci il gap tra prevenzione e trattamento dell’Aids).

Negli ultimi anni, si sente sempre più frequentemente che la fine dell’epidemia di AIDS è vicina. Ma, per raggiungere l’obiettivo, si deve fare in modo che ulteriori progressi non vengano limitati o addirittura bloccati da un’implementazione troppo lenta delle strategie per combattere l’HIV.

In alcuni Paesi colpiti dall’epidemia del virus dell’HIV, la situazione è ancora critica. Il fallimento nel riconoscere la situazione, mette a rischio i piani per rendere il trattamento accessibile a più persone, e ostacolerà l’introduzione di misure che hanno dimostrato di poter prevenire efficacemente la diffusione della malattia.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie