2014: l’anno più caldo, l’arrivo improvviso del grande freddo trova le piante impreparate

Nell’autunno piu’ caldo dal 1800 con temperature superiori alla media di 2,1 gradi, l’arrivo improvviso del grande freddo trova le piante impreparate con il rischio di pesanti danni alle coltivazioni, soprattutto se la temperatura scenderà abbondantemente sotto lo zero come annunciato. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti per l’arrivo dell’aria fredda dal Nord Europa con un rapido abbassamento delle temperature nel corso della settimana.

Gli effetti si faranno sentire sulle persone ma in generale sulla natura con le piante che per il grande caldo – spiega la Coldiretti – non sono entrate nella fase di riposo vegetativo caratteristico della stagione mantenendo addirittura le foglie e sono dunque particolarmente vulnerabili. A preoccupare – continua la Coldiretti – è il gelo che potrebbe colpire le piante indifese con conseguenze disastrose sui futuri raccolti. Siamo di fronte – conclude la Coldiretti – ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano non solo con una tendenza al surriscaldamento e con il moltiplicarsi di eventi estremi ma anche con sfasamenti stagionali sempre piu’ frequenti che mandano in tilt la natura e rendono piu’ difficile l’attività agricola.

“L’anomalia registrata quest’anno supera persino quella del 2003, passato alla storia e nella memoria come il più caldo di sempre”, prosegue Brunetti. “Allora, però, fu l’estate a fare la differenza: molti ricorderanno malori e decessi e il consiglio agli anziani di recarsi nei centri commerciali per usufruire dell’aria condizionata. Nel 2014 invece la cosiddetta bella stagione è stata tutto sommato fresca (soprattutto il mese di luglio, di oltre mezzo grado sotto media) per la precisione solo 33esima tra le più calde con temperature di 0.3°C sopra la media del periodo di riferimento convenzionale (1971-2000). Sono stati invece eccezionalmente caldi l’inverno 2013-2014 e l’autunno appena concluso: il primo con una anomalia di quasi due gradi sopra la media è secondo solo all’inverno 2006-2007, mentre l’autunno è stato il più caldo di sempre con +2.1°C”.

Questi dati confermano una frequenza del nuovo millennio che colpisce: “Se guardiamo i 10 anni più caldi dal 1800 ad oggi, ben nove sono successivi al 2000”, evidenzia il ricercatore Isac-Cnr. “Dopo il 2014 con un’anomalia di +1.39°C, abbiamo il 2003 (+1.37°C), 2007 (1.33), 2012 (1.31), 2001 (1.29), poi il 1994 che con un’anomalia di +1.11°C è l’unico anno della classifica record relativamente vecchio, dopo di che si torna agli anni 2000: 2009 (+1.01°C), 2011 (0.98), 2000 (0.92), 2008 (0.89)”.

Novembre 2014 ha fatto registrare precipitazioni molto abbondanti. “Il 74% di piovosità in più rispetto al 1971-2000”, conclude Brunetti, conclude Brunetti. “Le piogge si sono concentrate soprattutto al Nord, dove sono state il triplo del normale, con picchi di oltre 5 volte la media in alcune zone del Nord-ovest. Per l’Italia settentrionale, il novembre 2014 è risultato il quarto più piovoso di sempre e bisogna andare al 1926 per trovarne uno superiore. Ma tutto il 2014 è risultato particolare al Nord: undicesimo anno più piovoso (per trovarne uno più piovoso bisogna andare fino al 1960) con un’anomalia pari a +34% rispetto alla media, a cominciare dall’inverno che è il più piovoso di sempre con oltre il doppio delle precipitazioni tipiche stagionali; seguono poi l’autunno e l’estate (entrambe +30%). L’Italia meridionale invece per quel che riguarda le precipitazioni risulta in media”.

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