Ai Chi, il Tai Chi praticato in acqua

A tutti è nota più o meno la disciplina del Tai Chi, da praticare presso alcune palestre o associazioni e che è veramente benefico per corpo e spirito. Oggi però c’è una variante, l’Ai Chi, o meglio una versione del Tai Chi da praticare nell’acqua. Oltre ai classici benefici del Tai Chi questa disciplina aggiunge anche quelli dello stretching, poichè alterna in acqua fasi di azione e riposo.

Con la pratica dell’Ai Chi si sviluppano l’equilibrio e l’elasticità e ci si sente più leggeri e rilassati. In pratica si fanno gli esercizi del Tai-Chi, ma in acqua ed è una disciplina molto utilizzata anche come tecnica riabilitativa per pazienti disabili. grazie all’alternarsi di fasi di esercizio a fasi di riposo si armonizzano le forze vitali dello yin (fredda e femminile) e dello yang (calda e maschile), regolando così l’equilibrio psicofisico. Gli esercizi circolari di braccia e gambe, uniti a quelli di respirazione, sono infatti di estremo beneficio sia per il corpo che per la mente. Attenzione però a non confonderlo con il Watsu che è invece un rilassante massaggio in acqua che agisce sull’apparato muscolare e nervoso, sulle articolazioni, sulla respirazione, le sensazioni e le emozioni.

Sia l’Ai Chi che il watsu si praticano in acqua ad una temperatura di circa 35° e in un ambiente molto rilassante, profumato con candele o incensi, illuminato con poche luci soffuse, e reso ancora più piacevole da un leggero sottofondo musicale. Ma mentre per il Watsu è indispensabile un istruttore che esegua il massaggio acquatico, l’Ai Chi è praticabile anche autonomamente una volta acquisite le sequenze principali dei movimenti. Tenete presente alcune semplici regole se volete praticar el’Ai Chi: bisogna immergersi lentamente in acqua e fare in modo di lavorare quasi completamente immersi. L’acqua deve arrivare al mento. I movimenti devono essere eseguiti lentamente e senza interruzioni tra l’uno e l’altro. La schiena deve rimanere dritta, ma sempre molto rilassata. Bisogna concentrarsi molto sulla respirazione. È importante ricordare, infine, che durante l’inspirazione con il naso il palmo delle mani deve essere rivolto verso l’alto mentre durante l’espirazione con la bocca il palmo delle mani è invece rivolto verso il basso.

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