Alimuri, l’abbattimento dell’ecomostro – Video

L’abbattimento di Alimuri deve servire anche e soprattutto come monito per amministratori, governo e Regione Campania perché l’abusivismo non paga più e per dire definitivamente basta ai condoni e tentativi in sede legislativa di salvare le case abusive”. Così in una nota Rossella Muroni e Michele Buomomo, rispettivamente direttrice nazionale e presidente regionale di Legambiente, festeggiano l’abbattimento dell’ecomostro di Alimuri in Penisola sorrentina.

“Una gran bella giornata, la rivincita della bellezza sull’arroganza del cemento. Dalle macerie dell’ecomostro di Alimuri arriva chiaro il messaggio: mai più condoni, mai più abusivismo, mai più regali all’ecomafie. Ora è necessario mettere in sicurezza il costone e vigileremo perché quel tratto di costa liberato torni al suo stato naturale e ritorni definitivamente alla fruizione dei cittadini.

La costruzione del maxialbergo, nel territorio del Comune di Vico Equense, era stata avviata nel 1964, quando i vincoli paesaggistici non c’erano. Ma quel palazzone di 18 mila metri cubi sulla spiaggia era un pugno nello stomaco e bastò un cambio di giunta per fare fermare i lavori. Da allora il “mostro”, uno scheletro di cemento armato ed acciaio, è passato di mano due volte, tra ricorsi al Tar, richieste di sospensive, azioni di risarcimento. Il giudizio di merito del Tar della Campania potrebbe ancora dare ragione alla famiglia Normale, poi ci sarà il Consiglio di Stato.

Ma intanto il mostro non c’è più. «La Sica srl dovrà pagare i lavori di abbattimento in danno», ribadisce l’assessore Antonio Elefante, un esperto, perché è titolare di un’impresa di costruzione. La rimozione delle macerie ad Alimuri, toponimo che ricorda gli sbarchi dei Saraceni sulla Costa di Sorrento, comincerà domani e durerà 20 giorni. Il costone di roccia sovrastante la spiaggia sarà consolidato. «Entro 50 giorni – assicura l’ assessore Elefante – il cronoprogramma sarà ultimato, la bonifica provvisoria finita, e l’area sarà messa in sicurezza». Il Comune ha messo in bilancio altri 100 mila euro per portarla a termine. E la bonifica definitiva? Per quella ci sono molti progetti, ma il corso sfiora i 6 milioni di euro”, dice l’ assessore.

Legambiente era presente all’evento con sue imbarcazioni con bandiere e con i due striscioni storici, forti di 14 anni di battaglie, “abbattiamolo” e “giù le mani dalla costa”,  mentre i volontari hanno indossato la maglietta con la foto dello scheletro di Alimuri abbattuto, che andrà ad arricchire la collezione delle t-shirt dell’associazione ambientalista dedicata agli ecomostri caduti giù.

Con l’abbattimento di Alimuri salgono a cinque gli ecomostri demoliti in Campania, tra quelli censiti da goletta verde di Legambiente: le villette abusive, di Eboli, il Fuenti, le torri del villaggio Coppola Pineta mare e gli scheletri di Montecorice nel Cilento.

L’abbattimento di Alimuri arriva dopo 14 anni dal primo blitz targato goletta verde e a distanza di oltre un anno dall’abbattimento degli scheletri di cemento armato di Montecorice nel Cilento avvenuto nel luglio del 2013.

 

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