Astrosamatha: prima conferenza stampa in collegamento dalla Stazione Spaziale

Samantha Cristoforetti, prima italiana astronauta nello spazio, sorride e gioca facendo galleggiare il microfono in assenza di gravità nel collegamento organizzato presso l’Agenzia Spaziale Italiana. L’avventura della prima donna italiana nello spazio è cominciata da poco più di due settimane, ma è intensa più che mai. ”Qui su vivo un torrente di emozioni”, ha detto Samantha Cristoforetti, nella prima conferenza stampa in collegamento dalla Stazione Spaziale, organizzata presso l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Maglietta blu, pantaloni chiari, l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e pilota dell’Aeronautica Militare ha raccontato del lavoro intenso che sta facendo bordo della Stazione Spaziale, ma del quale è difficile avvertire la fatica: per dimenticarla basta affacciarsi dalla Cupola, la grande finestra della stazione orbitale che su affaccia sulla Terra. ”Quello che si vede da qui è un pianeta in continua trasformazione, davvero bellissimo. E’ come guardare un atlante e guardare fiumi, montagne e vulcani. E’ tutto bellissimo – ha aggiunto – e vorrei capire di più. Rimpiango di non avere studiato meglio la geografia. Per il prossimo volo voglio studiarla meglio”.
Lo spettacolo più bello, però, è vedere l’Italia: osservarla dallo spazio, ”è un’emozione intensa, che ti scalda il cuore. E’ proprio bella con la sua forma caratteristica ed è molto luminosa”. Sono immagini da non perdere e che l’astronauta cattura appena può con la macchina fotografica, condividendole su Twitter. Tanto che ha già un successo da record su Twitter, con 212.000 follower, che aumento al ritmo di 320 l’ora. Alle 140 battute di un tweet affida emozioni intense, immagazzinate nei pochi ritagli di tempo libero.
Il lavoro a bordo è infatti intenso ed è cominciato già nella seconda giornata dopo l’arrivo sulla Stazione Spaziale. ”E’ stato un battesimo del fuoco”, ha raccontato. ”E’ stato un esperimento molto complesso, durato diverse ore ed era un esperimento dell’Asi sulla neurologia e sulle strategie con le quali il cervello si adatta all’assenza di peso”. Un altro momento di lavoro impegnativo è stata la sostituzione di un elemento della tuta che il collega americano Terry Virts indosserà per la passeggiata spaziale. Si lavora a ritmi così intensi che bisogna pranzare in fretta: ”mi salvano i piatti unici, con un quarto di carboidrati, un quarto di proteine, soprattutto pollo e sgombro, e verdure. Una busta è completa di tutto: basta scaldarla”.

Vicino all’albero, le calze sono state già appese nella Stazione Spaziale: ”ci scambieremo piccoli doni. Per esempio, se mi accorgo che un mio collega ama particolarmente un cibo che ho in dotazione, glielo metterò volentieri nella calza”. C’è infine un augurio per gli italiani: ”Io ho avuto moltissimo dall’Italia: se oggi sono a bordo della Stazione Spaziale è grazie all’Italia e all’Agenzia Spaziale Italiana. Il mio augurio è che sempre più italiani possano dire la stesa cosa”.

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