Bioinformatica: i geni chiave per migliorare la qualità delle uve e quindi del vino

Un gruppo di ricercatori del Cnr coordinato da Paola Paci insieme al Laboratorio di Genetica Agraria dell’Università di Verona diretto da Mario Pezzotti ha condotto uno studio che ha portato all’identificazione di alcuni geni chiave nel processo di maturazione del frutto della vite (bacca). La ricerca, pubblicata su The Plant Cell il 9 dicembre 2014, consentirà di sviluppare strumenti diagnostici per migliorare la qualità delle uve e quindi del vino da esse prodotto.

I ricercatori hanno sviluppato un modello computazionale in grado di evidenziare, partendo dall’analisi globale dell’espressione genica (trascrittoma) della maggior parte degli organi della pianta di vite durante il loro sviluppo, un centinaio di geni fondamentali nella transizione vegetativo/riproduttivo e frutto non maturo/frutto maturo. Dai dati è emerso che questi geni chiave, definiti “switch” per la loro peculiarità di funzione e di espressione, sono esclusivamente attivi (ovvero molto espressi) durante la fase di maturazione della bacca e la loro attivazione determina il contemporaneo spegnimento (da qui il nome) di importanti geni caratteristici del frutto non maturo. Tra i geni identificati alcuni sono molto importanti nella regolazione dei processi metabolici – quali la produzione di composti fenolici- fondamentali per la determinazione delle caratteristiche finali di qualità del frutto, tra cui il colore, e di conseguenza della struttura del vino che ne deriva.

Lo studio rappresenta una novità nell’interpretazione di un dataset di espressione genica permettendo in breve tempo l’identificazione di geni fondamentali per lo sviluppo e le caratteristiche finali di frutti organoletticamente importanti come la bacca di vite. Sarà, quindi, possibile decifrare con più facilità i complicati messaggi contenuti nel genoma della vite, grazie ai quali la bacca matura può acquisire qualità uniche che permettono di ottenere vini di elevato prestigio. Lo studio è stato effettuato sulla varietà Corvina, dalla cui uva si ottiene il vino amarone. In particolare i ricercatori, dopo aver precedentemente decifrato il genoma hanno studiato la sua attività, cioè l’attività dei suoi geni e quindi delle sue potenzialità. Identificare i geni responsabili del processo di maturazione vuol dire comprendere “il linguaggio del genoma dell’amarone” e quindi interpretarlo negli anni futuri nel rispetto della tradizione vitivinicola ma usando elementi innovativi unici al mondo.

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