Cani uccisi in allevamento bolognese: sequestrati struttura e animali

L’allevamento di Vergato (Bologna) e i 117 cani detenuti nella struttura sono stati posti sotto sequestro preventivo. Lo rende noto l’Ente Nazionale Protezione Animali che nei giorni scorsi, attraverso la propria sede bolognese, aveva promosso una forte iniziativa legale nei confronti dei presunti responsabili della morte di numerosi cani – denunciata dalle telecamere di “Striscia la Notizia” – perché animali ritenuti inadatti alla commercializzazione. Nella vicenda sarebbe coinvolto anche un veterinario compiacente; ragione per cui la presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, ha chiamato in causa i vertici dell’ordine bolognese lamentando la possibile violazione di norme non soltanto legali ma anche deontologiche.

Secondo quanto disposto dal magistrato, i 117 cani, tutti in buone condizioni di salute, resteranno all’interno della struttura sotto la diretta responsabilità dell’allevatore, nominato custode giudiziario, che dovrà provvedere alle loro necessità. Alla Sezione Enpa di Bologna, che con il proprio ufficio legale aveva da subito chiesto il provvedimento di sequestro, è stato affidato il ruolo di garante del benessere dei cani. «L’allevatore – spiega il responsabile della Protezione Animali bolognese, Giorgio Marzadori – non ha più la disponibilità degli animali. Questo significa che deve unicamente occuparsi del loro sostentamento rispettandone le necessità etologiche; l’imputato non può movimentare in alcun modo i cani senza avere il nostro assenso, motivato esclusivamente dall’esigenza di assicurare il loro benessere».

Da oggi le Guardie Zoofile della Protezione Animali bolognese sono dunque chiamate a un compito impegnativo. «Ci siamo già organizzati per garantire una nostra presenza costante all’interno dell’allevamento – prosegue Marzadori – pianificando controlli a tappeto giornalieri; la situazione è delicata e richiede da parte nostra la massima vigilanza».

Nel ribadire l’invito a non acquistare animali ma ad adottarli presso canili e altre strutture di accoglienza, l’Ente Nazionale Protezione Animali auspica punizioni esemplari, anche dal punto di vista professionale, per chiunque abbia ucciso altri esseri senzienti, violando le leggi del nostro Paese e ogni principio deontologico

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