Gas serra: la carne incide più dei trasporti

Na abbiamo già parlato, ma continuano ad arrivare conferme: è necessario ridurre il consumo di carne e prodotti caseari per ridurre le emissioni di gas serra che sono all’origine del riscaldamento globale. Lo sostiene il nuovo rapporto di Chatham House, un’organizzazione non governativa britannica che promuove analisi e riflessioni sulle questioni di maggiore attualità internazionale, l’industria del bestiame è responsabile, da sola, di più emissioni dannose di quelle prodotte dal settore trasporti.

Se non veràà effettuata una decisa riduzione dei consumi di carne e latticini, ogni sforzo di contenere il riscaldamento globale entro un limite accettabile sfumerebbe, anche se venissero decarbonizzatiinteri settori tra cui quello energetico e dei trasporti (uno scenario comunque impossibile). I dati sono chiari: i gas serra derivanti dall’allevamento di bestiame destinato al macello o alla produzione di latte e formaggi equivalgono al 14,5% del totale; quelli causati dal trasporto aereo, su ruote, navale e ferroviario corrispondono a circa il 13 del totale. Ma mentre per ciò che concerne i trasporti si sta già facendo qualcosa grazie a politiche ambientali valide, poco si sta facendo, a livello politico, per ridurre il consumo di carne tra i consumatori.

Perchè? Una questione di ignoranza, o meglio, una scarsa consapevolezza della reale impronta ecologica del consumo di carne e alla riluttanza da parte dei governi a intervenire, in un settore privato della vita dei cittadini, come quello delle scelte alimentari. Secondo quanto evidenziato dal rapporto, sembra che il consumo di carne sia destinato a salire anche del 75% entro il 2050; quello dei latticini potrebbe aumentare del 65%, quello di cereali del 40%. Nel 2020, soltanto la Cina potrebbe consumare 20 milioni di tonnellate di carne e latticini in più all’anno rispetto ad oggi. Ed è proprio ai mercati emergenti come quelli di Cina, India, Brasile e Sudafrica che si sposta l’attenzione con preoccupazione.

L’allevamento di bovini e la produzione di latticini costituiscono, da soli, il 65% delle emissioni dell’industria del bestiame. Per ridurre il nostro apporto alle emissioni inquinanti non sarebbe necessario convertirsi a una dieta esclusivamente vegetariana. Basterebbe consumare le ridotte porzioni di carne inserite in una dieta bilanciata e ricca di verdure previste dai regimi alimentari sani.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie