I germogli nell’alimentazione: fate il pieno di benessere

Perchè inserire nella propria alimentazione i germogli di alcune piante, di cereali e di legumi? La risposta è molto semplice: sono particolarmente interessanti dal punto di vista nutrizionale.
Esso infatti sono “in nuce” ciò che sarà la piantina del futuro e proprio perchè sono in fase di sviluppo son ricchi di vitamine, sali minerali e altre sostanze, tra cui gli ormoni della crescita, assenti nel seme, cioè la parte che mangiamo solitamente. Oggi è possibile trovarli al supermercato, ma li possiamo coltivare anche in casa. Questo però no nsignifica che tutti i germogli possono andar bene per la nostra alimentazione, infatti alcuni, come quelli delle patate, non vanno mangiati perché contengono sostanze potenzialmente tossiche. Vediamo, allora, su quali puntare e quali, invece, vanno evitati.

Perchè sì
Proteine, vitamine e minerali rendono i germogli uno degli integratori alimentari più naturali ed energetici. A differenza dei semi, contengono più vitamina C e clorofilla, una sostanza dalle proprietà antiossidanti e ossigenanti.

Chi può e chi no
Bisogna fare attenzione, poichè i germogli possono risultare stimolanti del sistema nervoso al punto che, nelle persone particolarmente sensibili, possono provocare ipereccitabilità. Quindi se si soffre di insonnia, ipertensione o palpitazioni cardiache è ben limitarne il consumo. Sono invece consigliati soprattutto in caso di astenia, debolezza sessuale, mancanza di tono muscolare, deperimento organico e demineralizzazione, tendenza all’ipotiroidismo e alla depressione.

I germogli dei cereali
Grano: ricchi di vitamina A, E e vitamine del gruppo B. Tra queste è presente in piccolissime quantità anche la vitamina B12, solitamente assente nei vegetali. Questi germogli forniscono inoltre proteine, zuccheri semplici e sali minerali, in particolare magnesio, fosforo e zinco. Proprietà simili ha anche il grano kamut, un po’ più calorico e ricco di proteine del grano. I germogli di segale, orzo, avena e miglio sono particolarmente ricchi di sali minerali, di vitamina E e di vitamine del gruppo B.

Quinoa: più ricco dal punto di vista proteico. I germogli di grano saraceno (che però tecnicamente non è un cereale) sono particolarmente ricchi di vitamine del gruppo B, di potassio, fosforo e calcio. Sono inoltre ricchi di leticina, utili per abbassare i livelli del colesterolo “cattivo” o Ldl, e di rutina, che rinforza i vasi sanguigni e regolarizza la pressione. A questi germogli si attribuisce anche virtù antisettiche.

I germogli dei semi oleosi
Semi di girasole: sono ricchi di vitamine e di proteine, ma soprattutto di minerali: ferro, rame, potassio, magnesio, calcio e fosforo. I semi di sesamo apportano soprattutto calcio. È preferibile non farli germinare a lungo (non più di un giorno o due), perché potrebbero assumere un sapore un po’ amaro.

I germogli dei legumi
In generale, i legumi sono un po’ più difficili da far germogliare e possono risultare un po’ indigesti se consumati crudi, per cui può essere utile in questi casi prevedere una breve cottura al vapore (in particolare, ceci e lenticchie). I germogli sono ottime fonti di proteine, minerali e vitamina C.

Il fieno greco e l’alfa-alfa sono vere e proprie miniere di elementi nutritivi, in quanto garantiscono, tra l’altro, ottimi apporti di potassio, ferro, fosforo, magnesio e vitamina D. I germogli alfa-alfa sono ricchi anche di calcio, vitamina A, vitamina E e vitamina K. Forniscono, inoltre, zinco e selenio.

Germogli di verdura
Si tratta dei germogli sono ottenuti direttamente dai semi di alcune verdure, non di quelli che possono spuntare spontaneamente sugli ortaggi “invecchiati”. I germogli di ravanello hanno un sapore marcato e sono particolarmente indicati per stimolare le funzioni di fegato e reni, oppure durante le malattie da raffreddamento, in quanto hanno la proprietà di sviluppare calore e sono particolarmente ricchi di vitamina C.

I germogli di cavoli e broccoli si possono utilizzare quando raggiungono una lunghezza di 3-4 cm e hanno virtù immunostimolanti (cioè rinforzano il sistema di difese naturali dell’organismo). Sono inoltre ricchi di vitamina A, vitamina C e minerali. I germoglietti ottenuti facendo germinare cipolla e aglio sono ricchi di clorifilla, di enzimi, di vitamine e di minerali; svolgono anche funzioni antisettiche e antinfiammatorie. Vanno fatti germinare più a lungo degli altri semi (una o due settimane) e sono pronti da utilizzare quando raggiungono la lunghezza di 3-4 cm.

No ai germogli di patata
I germogli che nascono sulle patate risultano tossici per la presenza di solanina. L’intossicazione che si può verificare per il consumo di patate verdi o germogliate, quindi ricche di appunto di solanina, è comunque molto rara e si manifesta entro poche ore dall’ingestione con dolori addominali, prostrazione e altri sintomi che in genere, però, non comportano seri rischi. Per evitare problemi è necessario agire con buonsenso e non consumare patate che siano germogliate troppo. In genere, se sulla patata ci sono pochi germogli appena accennati: basta toglierli prima di usarla. In ogni caso, come accade per diverse sostanze tossiche, anche la solanina viene in parte inattivata dalla cottura.

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