Il fiuto per stanare i tumori: dal diabete al cancro, ecco i cani “Medical Detection “

Il fiuto del cane può segnalare i tumori, aiutando così la prevenzione e la diagnosi dei più insidiosi nemici della nostra salute. Il tumore ha una “firma chimica” letta con precisione dal cane, che la può captare anche in una fase molto precoce. Questi “biomarker” non sfuggono al fiuto canino. Il particolare metabolismo dei tessuti cancerosi produce idrocarburi ed elevate concentrazioni di composti azotati, che hanno un odore particolare che si manifesta, fra l’altro, nel fiato e nelle urine dei pazienti. Noi umani non siamo in grado di percepirli, il cane invece sì.

E’ dal 1989 che si è scoperto che i cani hanno queste capacità. Un dalmata annusò per mesi un neo sulla gamba della sua padrona, poi la donna andò da un dermatologo e scoprì che era di natura maligna. Da allora partì la ricerca e la sperimentazione utilizzando il fiuto dei cani, che è centomila volte più potente di quello dell’uomo. I tessuti colpiti dal tumore hanno un particolare metabolismo che produce idrocarburi e composti azotati, per cui hanno un odore particolare che, appunto, i cani sono in grado di captare.

Le razze che hanno avuto maggiore successo sono, Labrador, Golden retriever, Pastore belga malinois, Spaniele e Barboncini. Le capacità di questi animali sono state provate da alcuni studi scientifici pubblicati su prestigiose riviste. Il primo, 10 anni fa, apparve sul British Medical Journal, mostrando come fosse possibile addestrare i cani a captare il tumore dalle urine e dal fiato. Gli animali hanno avuto successo in 22 dei 54 casi presi a campione, anche se l’accuratezza è da allora aumentata sensibilmente, grazie a nuove tecniche di addestramento. A firmare il lavoro è stata Claire Guest, psicologa comportamentista e fondatrice della charity ‘Medical Detection Dogs’, che ha preparato finora circa 70 cani. Un secondo lavoro è apparso su Plos One lo scorso anno e ha evidenziato che i primi 17 pazienti diabetici a cui era stato affidato un cane ‘medical detector’ godevano di un miglior controllo glicemico, con un numero minore di ricoveri in ospedale.

Ed è proprio questo che rende un cane per diabetici così prezioso: grazie al suo intervento evita che si debba correre in ospedale. Il suo lavoro è segnalare al paziente l’arrivo della fluttuazione dei valori, prima che abbia delle conseguenze. Come fa Polo con Gemma: sta accanto a lei tutta la notte e se il suo fiuto capta qualche cambiamento, corre ad avvertire i genitori della piccola, svegliandoli e invitandoli a intervenire con i farmaci.

Ed è proprio lo sviluppatissimo senso dell’olfatto la qualità principale dei cani ‘medical detector’: questi animali hanno 300 milioni di sensori olfattivi, contro i soli 5 dell’uomo. E sanno come usarli a fin di bene e di utilità sociale, se ben preparati. Con costi compresi fra 14.000 euro per addestrare un cane per diabetici e 7.000 per un cane ‘cacciatore di tumori’.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie