L’albero di Natale deve essere oggetto di attenzione per non creare danni all’ambiente

Il simbolo natalizio per eccellenza, l’albero di Natale, fonte di allegria e feste in famiglia, dopo aver svolto il proprio compito passa a rappresentare nella maggior parte dei casi un rifiuto di cui disfarsi. Ferma restando ogni raccomandazione inerente l’acquisto dell’alberello e le alternative ecologiche, resta la problematica dello smaltimento dell’abete quando non è possibile tenerlo con sé.

Alberi maestosi e tipici di climi nordici, gli abeti rappresentano uno dei simboli più classici del Natale, capaci di portare il verde aromatico delle montagne fin dentro le nostre case: siano essi interi, cimali o semplici rami.
Vengono stimati in milioni di esemplari gli abeti e altre specie affini che verranno commercializzati nel periodo natalizio, con un giro di affari di oltre un centinaio di milioni di euro, che, a feste concluse, contribuiscono ad alimentare notevolmente il volume dei rifiuti solidi urbani.

A Roma, ad esempio, per diffondere un comportamento consapevole ed ecocompatibile anche nel conferimento dei rifiuti speciali e particolari quali gli alberi natalizi, l’Azienda Municipale Ambiente S.p.A. Roma ed il Corpo forestale dello Stato hanno riconfermato l’iniziativa per una corretta scelta, manutenzione e riciclo. Terminato il periodo natalizio, chi non ha la possibilità di ripiantare il proprio albero in giardino, può usufruire del servizio messo a disposizione dal Corpo forestale dello Stato in collaborazione con AMA grazie al quale gli alberi possono essere portati nei Centri di Raccolta AMA o presso le postazioni allestite in occasione della raccolta straordinaria gratuita di domenica 11 gennaio 2015. Il Corpo forestale dello Stato ripiantumerà in pieno campo presso il vivaio di Arcinazzo Romano gli alberi in buone condizioni. Gli alberi che non potranno essere rimpiantati saranno trasformati in compost: un fertilizzante naturale di alta qualità utilizzato anche in agricoltura biologica. Ad Arcinazzo, una zona a circa 900 metri di altitudine, gli abeti hanno trovato un luogo ideale per crescere.

Alcuni consigli utili per festeggiare il Natale nel pieno rispetto dell’ambiente.
Prima del Natale – come scegliere l’albero?
Il Corpo forestale dello Stato consiglia, come di consueto, di acquistare l’albero presso un vivaio per essere sicuri di utilizzare piante provenienti da un’attività agricola di tipo vivaistico, con ritorni positivi sull’economia rurale nazionale nel caso di piante di origine italiana certificata. Gli abeti coltivati sono, infatti, contrassegnati da un tagliando di riconoscimento che indica la denominazione del vivaio, il luogo di origine, la specie di appartenenza e l’età. Gli abeti presenti sul mercato natalizio derivano per lo più da coltivazioni vivaistiche specializzate e soltanto il 10% circa proviene da interventi colturali quali sfolli, diradamenti o potature, indispensabili per la corretta gestione dei boschi. Nel caso dei “cimali”, cioè degli abeti senza radici sostenuti dalla classica croce di legno, bisogna verificare, qualora non provengano da produzioni vivaistiche dedicate, che siano il frutto di diradamenti forestali autorizzati.
Un’alternativa ai classici abeti rossi e bianchi, sempre più spesso provenienti dall’estero, è rappresentata dalle specie sempreverdi più tipiche del Mediterraneo e che per questo meglio si adattano ai nostri ambienti. È il caso di aghifoglie quali il cipresso o il ginepro e di latifoglie come l’alloro, il corbezzolo, il bosso o gli agrumi, che meglio tollerano i nostri climi e gli stress, si adattano con facilità alla piantagione finale e tollerano potature tali da farli assomigliare ai più classici abeti. Perché tradizione può fare rima con innovazione.
Un’ultima possibilità, infine, è rappresentata dal cosiddetto “albero di Natale ecologico”: un ramo caduto addobbato con elementi naturali quali pigne, gusci, sassi, conchiglie o foglie secche, da restituire all’ambiente a feste finite.
Durante il Natale – come accudire l’albero?

La vita degli alberi di Natale, una volta entrati nelle nostre case, spesso non è semplice. Per facilitarla bisognerebbe evitare di addobbarli eccessivamente, di disturbare le loro radici rompendo il pane di terra o di sottoporli a temperature troppo alte o alloggiarli in ambienti con aria troppo secca. È consigliabile, quindi, utilizzare addobbi non troppo pesanti per non spezzare i rami, non usare sostanze decorative che intacchino la superficie delle foglie, come la neve artificiale o gli spray coloranti. Nel loro periodo casalingo le radici della pianta vanno invasate con terreno prevalentemente argilloso, mantenute costantemente umide evitando però i ristagni, mentre gli alberi senza radici vanno riposti in recipienti pieni di acqua tiepida per farli durare più a lungo. È necessario, infine, sistemare le piante in un luogo luminoso, fresco, lontano da qualsiasi fonte di calore come termosifoni, stufe o caminetti ed al riparo da correnti d’aria.

Dopo il Natale – come restituire la pianta all’ambiente?
Finite le festività, gli abeti con le radici ed ancora vivi possono andare all’esterno, su balconi o giardini, ricordando comunque che si tratta di piante che possono raggiungere anche i 20 metri e che per sopravvivere necessitano di condizioni climatiche adatte, in genere molto fresche. Gli abeti sono, infatti, specie di montagna di norma incapaci di sopravvivere in climi caldi, estranee agli ecosistemi mediterranei, dove possono facilmente soffrire e morire. L’abete rosso, ad esempio, è un albero spontaneo che cresce solo sull’arco alpino e in alcuni tratti dell’Appennino e piantarlo fuori da queste zone potrebbe anche rappresentare una sorta di inquinamento genetico.
Nel caso in cui non si abbia la possibilità di mettere a dimora l’albero si consiglia di piantarlo in vaso, porlo in un angolo fresco del giardino o del balcone e riutilizzarlo con cura per più anni. Come ultima alternativa l’albero di Natale, vivo o morto, potrà essere consegnato nei centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai Comuni o, per quel che riguarda Roma, dai centri appositamente attrezzati dall’AMA. Le piante non più vitali verranno riutilizzate riciclandole per la produzione di compost ecosostenibile da giardino, mentre quelle ancora vive troveranno posto in parchi, giardini o aree scelte quali l’ex vivaio forestale di Arcinazzo Romano, gestite dal Corpo forestale dello Stato. Tutto questo per assicurare una seconda vita al nostro albero di Natale.
Chi, invece, opta per un albero sintetico, dovrà tener presente che, nel caso volesse disfarsene, può essere considerato:
* un rifiuto ingombrante (se di grandi dimensioni);
* un Rifiuto da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) se con luci incorporate;
* un materiale non riciclabile (se di piccole dimensioni, massimo 30/40 cm, e senza luci) da buttare
nell’apposito contenitore
e quindi, agire di conseguenza.

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