Le Blue Zones, le isole della longevità: si vive felici e a lungo

Se vi proponessero di trasferirvi in un paese in cui si vive felici e a lungo che fareste? A me la porposta farebbe venire in mente il film Cocoon, velo ricordate? Suppongo che di fronte ad una proposta così sicuramente sarebbe difficile dire di no. Eppure esistono e sono concreti alcuni posti al mondo in cui questo è possibile e il progetto Blue Zones ne ha stilato una precisa classifica. Così si chiama infatti il progetto che raccoglie le isole della felicità. E proprio ispirandosi ad esse si vuol creare una comunità in cui gli stili di vita copiati da queste longeve realtà potrebbero allungare la vita di tutti.

Tutto nacque dieci anni fa da uno studio di Gianni Pes e Michel Poulin che, in Sardegna, nella provincia di Nuoro identificarono la più alta concentrazione di centenari e da qui la definizione di “blue zones”. Alla Sardegna si sono poi affiancate l’Isola di Ikaria in Grecia, Okinawa in Giappone, la penisola di Nicoya in Costa Rica e il villaggio di Loma Linda nella California meridionale.

Grazie a questo studio, il National Geographic e lo studioso americano Dan Buettner hanno lanciato un progetto che punta ad individuare le aree della felicità nel mondo, studiarne le caratteristiche e applicarle a tutte le comunità che vogliono imitarle. In queste aree si riscontra una bassa incidenza di malattie come il cancro e un’alta percentuale di persone che superano i novant’anni.

Ecco individuati alcuni dei motivi di questo benessere, che possono essere esportati altrove:
– una dieta basata soprattutto su verdure e legumi;
– regolare attività fisica ( gli abitanti di queste zone si spostano maggiormente a piedi);
– una struttura sociale che mette la famiglia al centro delle loro giornate, favorendo i rapporti umani più intensi;
– una fede religiosa

Partendo da questi punti, Buettner ha esportato questo stile trapiantandolo nelle comunità che hanno voluto partecipare alla sperimentazione, che ha coinvolto scuole, negozi, uffici, ristoranti. La prima che ci ha provato è stata Albert Lea, nel gelido Minnesota, e i risultati sono stati incoraggianti. Gli abitanti, dal 2009 a oggi, hanno visto aumentare le loro aspettative di vita di tre anni.

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