Lingua blu, in Emilia Romagna confermati 2 casi

In Emilia Romagna confermati 2 i casi di ‘Blue tongue’, o malattia della lingua blu ‘sierotipo 1’ oltre ad un bovino positivo in un allevamento di Ravenna, una pecora è morta a Montefiore Conca, nel Riminese. Il ministero della Salute ha dichiarato le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini “zone soggette a restrizione”, con un monitoraggio straordinario, con particolare riferimento alle aziende situate nel raggio di 4 km. Si sta mettendo a punto un piano di vaccinazione.

La lingua blu è una malattia virale infettiva che colpisce le pecore, le capre, il bestiame e i ruminanti selvatici, con elevati tassi di mortalità nei capi ovini. I segni clinici includono intensa infiammazione dapprima in regione cerebrale, associata a febbre alta, edema facciale e linguale e ulcere emorragiche delle mucose. Nei casi più gravi, la lingua può assumere un aspetto cianotico, cui si deve il nome di questo virus. L’estensione ad altre parti del corpo causa gravi lesioni muscolari, con un tasso di mortalità fino al 15%.

Sono 1278 i focolai di questa malattia registrati nel 2014 in Italia dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo, che di questa patologia è Centro di referenza nazionale. E salgono a 13 le regioni che devono fronteggiare il virus che ne è responsabile un erbivirus del genere Retroviridae), con la Calabria a guidare questa classifica al negativo (319 focolai) e l’Emilia Romagna in ultima posizione con gli attuali due focali, attribuiti al sierotipo 1.

Il virus della lingua blu (BTV) è trasmesso da un insetto pungente del genere Culicoides. La trasmissione non avviene direttamente da un capo all’altro, pertanto il virus è limitato alle regioni geografiche in cui l’insetto può sopravviveredalla latitudine 40° nord alla latitudine 35° sud.

Il virus della malattia emorragica epizootica (EHDV), membro del genere Orbivirus, produce sintomi analoghi. La diagnosi differenziale è importante al fine di prevenire la diffusione del focolaio e perdite economiche. Il metodo ELISA consente di rilevare con accuratezza la presenza di anticorpi specifici anti-BTV, senza reattività crociata fra i sierogruppi della BTV e dell’EHDV.

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