Lotta all’Obesità, un’epidemia globale: nel Protocollo di Milano su alimentazione e nutrizione

Il fenomeno dell’obesità, da considerarsi ormai alla stregua di un’epidemia globale in rapida diffusione, ne evidenzia le cause ambientali, culturali, economiche e biologiche e apre una finestra sul suo impatto diretto e indiretto sulla società.

Lotta alla fame e all’obesità per favorire uno stile di vita sano sin dall’infanzia. E’ Questo l’obbiettivo del Protocollo di Milano, l’accordo globale su alimentazione e nutrizione da sottoporre ai Paesi partecipanti a Expo 2015 voluto da Barilla Center for food and nutrition, in programma il 3 e 4 dicembre all’Università Bocconi di Milano.

Promuovere un’agricoltura sostenibile contro la speculazione finanziaria sulle materie prime alimentari, riduzione dello spreco alimentare in tutto il mondo, dal campo alla tavola, sono gli obiettivi che si pone il Protocollo di Milano. I Paesi che lo sottoscriveranno dovranno impegnarsi ad attuare azioni concrete per garantire l’accesso al cibo per tutti e lottare contro l’obesità attraverso l’educazione alimentare, per dare impulso a riforme agrarie e lottare contro la speculazione finanziaria, visto che una quota crescente di terreni agricoli nel mondo è destinata alla produzione di biocarburante. Infine la riduzione dello spreco alimentare del 50 per cento entro il 2020 delle 1,3 miliardi di tonnellate di cibo che viene sprecato nel mondo ogni anno.

Da quando è stato lanciato il Protocollo sono 500 gli esperti internazionali che hanno fornito il loro contributo alla stesura del testo, oltre 70 le organizzazioni e i soggetti istituzionali e oltre 5 mila i privati che hanno aderito all’iniziativa. Tra i principali sostenitori anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi e il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina.

A confrontarsi a livello globale sulle sfide lanciate dal Protocollo di Milano, nella giornata del 4 dicembre saranno esperti di nutrizione e sostenitori, pubblici e privati, provenienti dalle realtà accademiche, del Protocollo, tra di loro anche il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e il presidente di Barilla center for food and nutrition, Guido Barilla.

Nella giornata del 3 dicembre i protagonisti saranno invece i giovani con le loro idee su come nutrire il pianeta in modo sostenibile, presentate nella terza edizione del concorso ‘Bcfn Yes – Young earth solutions’. Le dieci idee finaliste, che arrivano da tutto il mondo, saranno presentate e la migliore verrà premiata nel corso del Forum internazionale.

A livello globale sono circa 1,5 miliardi le persone adulte sovrappeso e di queste 200 milioni di uomini e circa 300 milioni di donne sono obese (OMS). Si tratta di valori raddoppiati rispetto al 1980 e le proiezioni stimano che entro il 2015 circa 2,5 miliardi di adulti saranno sovrappeso e 700 milioni obesi.

Questo fenomeno ha degli impatti significativi sulla collettività dal punto di vista dei costi legati al trattamento della malattia e delle sue complicanze (assistenza medica personale, assistenza ospedaliera, servizi sanitari e farmaci). I costi diretti legati all’obesità rappresentano una quota compresa tra il 2 e l’8% dei costi sanitari totali a livello mondiale (OMS); la spesa sanitaria sostenuta da un obeso è in media il 25% più alta di quella di un soggetto normopeso (Withrow e Alter, 2010). Un’altra quota importante di costi, definiti indiretti, è legata alla perdita di produttività.

Fattori come il livello di istruzione, il reddito, la posizione sociale, sembrano rappresentare aspetti determinanti rispetto alla probabilità di un individuo di diventare obeso. L’obesità infantile, in particolare nei Paesi occidentali, rappresenta un problema in crescita e di notevole rilevanza sanitaria e sociale. Infatti, la letteratura scientifica ha trovato una consolidata relazione tra situazione di sovrappeso/obesità nell’infanzia e in età adulta.

La responsabilità di intervenire per ridurre il problema dell’obesità è anzitutto dei governi (nazionali e sovranazionali). I possibili strumenti a loro disposizione sono: impiegare diverse forme di informazione, educazione, persuasione per rendere gli individui più consapevoli dei propri comportamenti (alimentari e non) e della loro correttezza; favorire la disponibilità di alternative di consumo più salutari (o facilitando l’accesso a quelle più salutari già esistenti) e creare i presupposti per combattere la sedentarietà; imporre regole o usare misure fiscali di disincentivo al consumo di alcuni prodotti.

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