Nati con la placenta: i bambini Lotus Birth

I bambini Lotus Birth vivono i primi giorni di vita in stretto contatto con la loro placenta. La nascita Lotus Birth è un modo totalmente nuovo di entrare nel mondo della vita, dolce e rispettoso. In cosa consiste questo metodo? E’ una procedura di nascita in cui il cordone ombelicale non viene reciso e il neonato resta collegato alla sua placenta. Pochi giorni dopo la nascita (dai 2 ai 10, ma di media 3/4) il cordone si separa in modo naturale dall’ombelico del bambino. IN pratica il distacco dal cordone ombelicale avviene quando bambino e placenta hanno realmente terminato il loro rapporto e “decidono” che è giunto il momento di separarsi.

Grazie al fatto che il contatto con la placenta continua dopo il parto, consente al bambino di ricevere tutta la quantità del preziosissimo sangue placentare che è presente alla nascita e che la natura ha previsto per la costituzione del sistema immunitario. Così durante questi importanti giorni il bambino può separarsi dal corpo della mamma in maniera dolce e graduale e completare il suo corpo eterico*. Un tempo importante per stabilizzare il sistema respiratorio autonomo e gli altri organi.

Si evita così il trauma del dopo nascita e si fa forte la consapevolezza dei bisogni del neonato, permettendo che germoglino intimità e integrazione: il vero bonding (ovvero processo di formazione del legame tra i genitori e il loro bambino), i cui benefici effetti accompagnano la famiglia nel corso della vita. Questa straordinaria pratica è un modo di rispettare il secondamento, cioè la fase in cui nasce la placenta e in un certo senso ad ononrarla in quanto essa è stata la prima fonte di nutrimento del neonato.

Così lo definisce Jeannine Parvati Baker: “E’ un rituale del dopo-parto, dei primi giorni di intimo isolamento. La nostra cultura occidentale ha perduto in gran parte questi rituali importantissimi del dopo-parto e i nostri bambini mostrano segni di essere cresciuti troppo in fretta, spinti verso una fase di crescita successiva prima di essere essenzialmente pronti, con l’inquietudine e la dissociazione che tutto ciò comporta.”

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie