Pet Therapy per i malati terminali, cani in corsia al Policlinico San Marco di Mestre

La Pet Therapy per i malati terminali. Il progetto promuove l’impegno di Attività Assistite di Animali e definisce uno Stile  al Policlinico San Marco di Mestre nel campo delle attività di pet therapy, a supporto delle cure palliative. Con il termine pet terapy (in italiano zooterapia) s’intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull’interazione uomo – animale. Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e più essere impiegata si pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico emotivo. La pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co terapia che affianca una terapia tradizionale in corso.

«Per un’ora alla settimana – racconta il dott. Renzo Malatesta, direttore sanitario del Policlinico – consentiamo agli animali e ai volontari che collaborano con noi di avvicinarsi ai pazienti dell’ospice (25 posti letto). Si tratta di malati terminali, spesso anziani e soli». Con loro, spiega Malatesta, i risultati sono stati in alcuni casi strabilianti. «Abbiamo l’esempio di un vecchietto che ormai sembrava privo di voglia di vivere, non voleva più parlare – racconta -. Il cane è riuscito ad interagire con lui e a farlo tornare a dialogare con il mondo esterno».

Sono incontri sempre calibrati sulle necessità del malato, ma soprattutto del cane. «Il veterinario che segue il progetto – conferma – ci ha consigliato di permettere la visita del cane al malato terminale per un’ora a settimana. Dopo l’intervento, all’animale viene concesso di fare una bella corsa in giardino e “smaltire” lo stress». Ma al Policlinico San Marco si guarda oltre. «Abbiamo dato la possibilità anche ai nostri dipendenti – sottolinea Malatesta – su richiesta motivata (di solito di tipo psicologico) di poter portare il proprio animale sul luogo di lavoro. Ogni domanda, ovviamente, viene vagliata attentamente, ma se l’animale può migliorare il beneficio dei nostri dipendenti noi non abbiamo nulla in contrario».

Ai pazienti ricoverati viene infine consentita la visita in corsia dei loro cari, come pure dell’animale di casa. Per chi può camminare, gli incontri avvengono in giardino, in un’area opportunamente attrezzata. Negli altri casi il cane viene portato direttamente al capezzale del suo padrone.

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