Pianosa: i pulcini di berte maggiori uccisi dai ratti, quando saranno al sicuro?

Come se la passano le berte maggiori (Puffinus diomedea) che sono minacciate dai ratti all’isola di Pianosa? Una notizia che aveva fatto il giro del web l’anno scorso, ma la situazione di adesso? Nessuno ne parla più, ma i ratti continuano ad esistere sulla piccola perla dell’arcipelago toscano e, con la loro aggressività e voracità, mangiano le uova e predano direttamente i pulcini.

Il ratto è una delle 100 specie aliene più pericolose al mondo, fanno sapere dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Pianosa è l’isola delle berte maggiori. Uccelli pelagici, veri principi del mare aperto, restano tra le onde in ogni stagione dell’anno portandosi sulla terra ferma soltanto per riprodursi.

Qui nidificano. Nella prima decade di luglio, negli anfratti a strapiombo sul mare, i pulcini sgusciano dalle uova e si affacciano alla vita. I genitori volano a pelo sull’acqua, recuperano il cibo per nutrire i loro piccoli. Un “canto”, il loro verso, accompagna i loro voli dalla spuma delle onde del tirreno fino ai nidi rocciosi. Per le due berte genitori, non sempre è un lieto fine il loro ritorno “dal lavoro”, talvolta il nido è vuoto, il pulcino scomparso.
Oltre alla fatica del crescere per i piccoli uccelli resta preoccupante l’alto fattore di mortalità per predazione. Non tutti si involeranno ad ottobre.
Può arrivare nel nido un biacco (Coluber viridiflavu). Un serpente tipico dell’arcipelago toscano, frequenta sia le zone umide sia i suoli rocciosi secchi e assolati. Il forte becco del pulcino è pronto a questa minaccia, madre natura glielo ha fornito resistente e lo scuote contro l’animale strisciante.  Ma se arrivasse un ratto?
Il ratto è una novità per Pianosa, un predatore introdotto a causa dell’uomo, un aggressore a cui la selezione naturale per le berte non ha mai dovuto fare i conti. Non ha strumenti per difendersi il giovane pulcino e per lui il librarsi nel cielo sarà un sogno irrealizzato.
L’attacco ai pulli mette impressione, trascinati dai ratti come un bottino di guerra. I mammiferi opportunisti sono stati ripresi da fototrappole che li incastrano sul fatto (come racconta il progetto realizzato con il cofinanziamento della Regione Toscana in collaborazione con Elbatech e FreeNet).
Si tratta di un invasore prolifico che tiene testa ai piani di derattizzazione. È una sfida contro il tempo, il ratto sembra l’animale consacrato alla colonizzazione.
Non minaccia solo Pianosa ma anche tante altre isole del Mediterraneo mettendo in pericolo molte specie di uccelli marini oltre alle berte.

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