Problema parcheggi auto: la soluzione dalla tecnologia

Quanto tempo impiegate per trovare un posto auto? Più o meno di venti minuti? Ebbene secondo un’indagine e i dati della ParkatmyHouse, una società londinese che si occupadel commercio online dei posteggi, gli automobilisti inglesi impiegano almeno 106 giorni della loro vita per trovare un posto auto. Ma la preoccupazione non è solo anglosassone, in italia è uguale se non peggio, perchè se in città come Londra un automobilista impiega circa 20 minuti per trovare un parcheggio, in molte città italiane, con linne metro poco strutturate o assenti e mezzi pubblici latenti e spesso in ritardo altro che venti minuti, ce ne vogliono molti di più.

Le uto spesso girano a vuoto alla disperata ricerca di un parcheggio, inquinando, congestionando le strade, rappresentantdo così fino al 30% del traffico cittadino giornaliero. I tentativi fatti dai Comuni di potenziare i mezzi pubblici, offrire trasporti alternativi (bike e car sharing), costruire parcheggi multilivello sotterranei, impore zone a traffico limitato (Ztl), le tando odiate strisce blu, posti riservati ai residenti non sono serviti a molto.

Grazie ad un’indagine promossa da Direct Line, su un campione di mille automobilisti, cinque su dieci hanno dichiarato che i posti auto nelle nostre città siano insufficienti. Tra i più insoddisfatti, coloro che vivono in città caotiche come Palermo e Roma. Ma a volte costruire nuovi posteggi non è possibile per via di costi e spazi. E allora? Una soluzione potrebbe arrivare dalla tecnologia. Nei prossimi 10 anni a livello mondiale dovrebbero essere investiti 10 miliardi di dollari nelle Smarti Cities (secondo quanto evidanziato dal PikeResearch report).

L’Europa si sta dedicando al progetto Video-Based Smart Parking System seguito da Cordis (Community research and divelopment information service). Partito quest’anno, dovrebbe concludersi nel 2015. Si tratta della sperimentazione di un sistema che funziona grazie a una rete di fotocamere che monitorano i posti auto, inviando le immagini a server centralizzati capaci di individuare i posti liberi, e di segnalarli all’automobilista attraverso un’app.

Del problema parcheggi si è parlato anche a Vienna, dal 3 al 7 novembre, durante la terza Conferenza internazionale dell’auto interconnessa. E proprio di tecnologie si è parlato in questa sede, quindi oltre a quella che utilizza le fotocamere, si è parlato della start up di San Francisco, Streetline, che prevede l’installazione di sensori sull’asfalto, nei posteggi. Altra alternativa quella proposta dagli austriaci di Kapsch TrafficCom, grande azienda specializzata in Its e sistemi intelligenti per il mondo dei trasporti, che sta seguendo un progetto pilota per risolvere il problema del parcheggio dei camionisti nelle piazzole delle autostrade negli Stati Uniti. Mentre a Napoli, un sistema simile è in corso di sperimentazione da oltre un anno, e che consiste in un’app messa a punto da un giovane campano, Giuseppe De Pascale, che permette agli automobilisti persino di prenotare la sosta poco prima di arrivare.

e poi ci sono le soluzioni futuristiche, cioè le auto che si parcheggiano da sole. In Giappone, Honda ha sperimentato l’auto che accompagna il proprietario a destinazione e poi va a cercare parcheggio, per essere richiamata col telefonino al momento di andar via. Tutto grazie a un sistema di comunicazione wireless e a una serie di telecamere. Anche Volvo ha la sua e come afferma Fritz Busch, professore di Transportation tecnology alla Technische Universitat di Monaco: “A mio parere nel giro di due anni i primi modelli saranno sul mercato. All’inizio saranno auto di lusso. Ma la tecnologia è già disponibile e diversi fornitori del segmento premium offrono già sistemi di assistenza al parcheggio, dove però il conducente deve restare in auto”. Ma questo, prosegue il professor Busch, “dipende soprattutto dalle leggi e da qualche incertezza tecnica”.

Ultima ma non meno importante è la solita questione del costo della sosta, e noi italiani conosciamo bene questa problematica di non poco conto, anche perchè come rilevato dall’indagine Direct Line, spesso si spreca denaro per pagare ore o minuti di parcheggio non utilizzato (89% degli intervistati). Infatti Barbara Panzeri, direttore marketing della compagnia di assicurazione dice: “Per questo abbiamo voluto richiamare l’attenzione delle autorità”.

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