Stop al TTIP, 1 milione di cittadini in tutta Europa hanno firmato

Oltre un milione di cittadini in tutta Europa hanno firmato per dire no al  TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) con gli Stati Uniti. La campagna di raccolta firme, coordinata dalla coalizione Stop TTIP, è promossa da oltre 320 organizzazioni della società civile, sindacati e associazioni per la tutela e difesa dei consumatori di 24 paesi europei.

Le ragioni per opporsi al trattato toccano il cuore della democrazia e della sostenibilità. Il trattato permetterebbe alle multinazionali di far causa ai governi e di avvalersi di corti arbitrali nel caso in cui le norme di uno stato danneggiassero i profitti dell’azienda. In altre parole, il trattato darebbe alle multinazionali autorità senza precedenti, minacciando così di calpestare processi democratici, l’esercizio del potere pubblico, la protezione dell’ambiente e dei consumatori.

In quanto al cibo, l’accordo mira ad armonizzare le normative europee con quelle statunitensi. Ciò significa che si dovrà giungere a compromessi tra posizioni molto diverse, per esempio sulla valutazione dei rischi alimentari. I negoziati prendono anche in considerazione il riconoscimento reciproco degli standard alimentari, sulle etichette e sull’utilizzo di ormoni, per citarne alcuni.

E dopo tutto, chi ha da guadagnarci da un rafforzato commercio internazionale del cibo? Secondo Slow Food, non i consumatori, che avranno meno trasparenza in filiere alimentari sempre più lunghe, e nemmeno i piccoli produttori che si rivolgono al mercato locale, e che costituiscono il tessuto sociale ed economico delle due regioni, custodendone l’ambiente e le tradizioni alimentari.

Lo scorso luglio, la coalizione Stop TTIP ha chiesto la registrazione di una iniziativa dei cittadini europei per chiedere alla Commissione di bloccare i negoziati sul TTIP. È uno strumento a disposizione dei cittadini per presentare delle richieste alla Commissione europea. Se un milione di cittadini europei aderisce, la Commissione è obbligata a rivedere la politica messa in questione dall’iniziativa e a tenere un’udienza al Parlamento europeo.

A inizio settembre tuttavia la Commissione ha rifiutato di registrare l’iniziativa, avvalendosi di due motivazioni: il mandato di negoziazione sul TTIP non è un atto legale, ma un atto interno tra istituzioni europee che, pertanto, non può essere messo in discussione da un’iniziativa dei cittadini europei. Questa motivazione non regge dal punto di vista legale però: il mandato di negoziazione della Commissione è una decisione formale, equivale quindi ad un atto legale. In secondo luogo la Commissione ha dichiarato di non poter proporre di ratificare in modo negativo un trattato. In altre parole, i cittadini possono solo dare il benvenuto ai negoziati internazionali di cui si occupa la Commissione e non hanno alcuna voce in capitolo.

La coalizione Stop TTIP ha deciso di procedere con una versione autonoma dell’iniziativa dei cittadini europei e ha fatto causa alla Commissione rivolgendosi alla Corte di Giustizia europea. In soli due mesi sono state raccolte più di un milione di adesioni. Ma servono altre firme per raggiungere il numero minimo di firmatari per Stato membro necessario a render valida l’iniziativa dei cittadini europei. In Italia hanno firmato quasi 6.000 persone e mancano ancora più di 48.000 firme per arrivare al numero minimo di 54.750. Firma qui!

La raccolta firme quindi prosegue e sarà accompagnata da diverse azioni. L’8 dicembre siamo tutti invitati a dire la nostra e a chiedere più spiegazioni in una discussione che si svolgerà su www.eufoodchat.com su TTIP, il cibo e l’agricoltura (#TTIPfood).

Il 9 dicembre la coalizione Stop TTIP regalerà un enorme biglietto di auguri firmato da un milione di cittadini europei a Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione EU, per festeggiare il suo sessantesimo compleanno. Il giorno successivo, TTIP e cibo saranno discussi nella conferenza “TTIP Talks: What’s Cooking?: Perspectives on Food & Farming“, organizzata dal gruppo parlamentare dei Verdi in collaborazione con Slow Food, ARC2020, Compassion in World Farming, Corporate Europe Observatory, Euro Coop, European Milk Board, Friends of the Earth Europe e il coordinamento europeo di Via Campesina.

 

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