Toccare e interagire con gli ologrammi è possibile, il futuro è qui

Ciò che Star trek ha anticipato sta diventando una realtà, ne saranno di sicuro felici i fans e con loro anche noi. Stiamo parlando del Ponte Ologrammi, che, nella nota serie era una tecnologia d’intrattenimento, ovvero un’aooarecchiatura attraverso la quale i menbri dell’equipaggio della nave Enterprise potevano immergersi in veri e propri mondi olografici generati dal computer e grazie ai quali essi potevano interagire con l’ambiente e i personaggi della simulazione proprio come nella vita reale.

Ebbene, uno scienziato della Bristol University, il dottor Ben Long, ha inventato un sistema che permette di toccare gli ologrammi tridimensionali a mani nude e di percepirne la forma. Questi “Ologrammi Tattili” messi a punto da Long utilizzano le vibrazioni delle onde sonore, un sistema di ultrasuoni focalizzati che consente di “sentire” e “toccare” ciò che si sta vedendo nel dispositivo: i disturbi dell’aria prodotti dai modelli complessi di ultrasuoni generano l’illusione tattile.

Nell’articolo pubblicato su New Scientist, il ricercatore ha creato il dispositivo migliorando una versione precedente di questa nuova tecnologia, che, precedentemente, proiettava contorni 2D su di uno schermo. L’innovazione sta nel fatto che con l’aggiunta di un sensore Leap Motion, finalizzato a tracciare la posizione delle mani dell’utente, il dispositivo è stato in grado di generare forme tridimensionali complete.

Cosa significa? Che questo strumento proietta l’ologramma al momento giusto, in modo che la vista e il tatto dell’utente provino l’illusione dell’interazione con l’oggetto generato dal computer. Come spiega il Dottor Long: “Gli ologrammi tattili consentiranno un’immersione più completa nella realtà virtuale, consentendo controlli tangibili nello spazio virtuale. In futuro sarà possibile sentire anche la sensazione prodotta da diversi materiali”. Al di là dell’intrattenimento, ciò che interessa sono le possibili appolicazioni scientifiche di questa nuova fantascientifica tecnologia, ad esempio in campo medico, consentendo sia a medici che chirurghi di poter analizzare una TAC e quindi “sentire” o meglio “toccare” la malattia e pianificare con precisione un intervento.

Al momento Long e il suo team hanno testato diverse forme tra sfere e piramidi e si ha l’impressione che vibrino dolcemente nello spazio. Il livello di dettaglio di questi oggetti è per il momento limitato, ma le forme non hanno bisogno di essere perfette per evocare un’esperienza coinvolgente: “anche se ci sono discrepanze, il cervello adatta quello che vede a quello che sente, armonizzando il quadro generale”, spiega Long. Ci sarebbero già alcune aziende interessate allo sviluppo di questa tecnologia per applicazioni commerciali e noi attendiamo gli ulteriori sviluppi.

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