Troppe email possono generare condizioni di stress

La posta elettronica potrebbe  creare dipendenza al punto tale da poter riuscire a generare condizioni di stress. A rivelarlo uno studio della University of British Columbia pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior.

I ricercatori hanno chiesto a un gruppo di 124 adulti – tra cui studenti, analisti finanziari, medici e altri – di limitare il controllo delle e-mail a tre volte al giorno per una settimana. Ad altri volontari e’ stato chiesto, invece, di controllare la posta elettronica come erano abituati a fare, cioe’ piu’ volte al giorno. Nella settimana successiva le istruzioni sono state invertite. I ricercatori hanno poi chiesto ai partecipanti di scrivere una breve relazione giornaliera indicando i livelli di stress. “I nostri risultati dimostrano che le persone si sentivano meno stressate quando hanno controllato le loro e-mail meno spesso”, ha detto Kostadin Kushlev, autore principale dello studio. I ricercatori hanno inoltre osservato che i volontari avevano difficolta’ nel limitare il controllo della posta elettronica. Tuttavia, gli studiosi suggeriscono ai datori di lavoro di incoraggiare i propri dipendenti a non controllare sempre le e-mail in modo da limitare lo stress.

Volando alto potremmo citare una vecchia ricerca pubblicata un paio di anni fa sulla giornata tipica dei lavoratori della Silicon Valley. La ricerca aveva rilevato che ben il 28% del totale delle interruzioni denunciate era causato da email e instant messaging. Più di riflessioni e pensieri, più della ricerca del materiale e più del numero complessivo delle ore di riunione.

Anche un uso abnorme e non rilassato di mail e chat quindi può creare nervosismo, ansia, fretta e costringere i datori di lavoro a ricorrere a consulenze sulla stress lavorativo. L’Intel, ancora nella Silicon Valley, tempo fa si è accorta di questo fenomeno e chiedendo un parere a riguardo ai propri dipendenti si è sentita rispondere da parecchi di loro: “Beh si se limitassimo un poco la frequenza di chat e mail saremmo sicuramente più creativi.”

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