Un gesto gentile di solito è seguito da un altro, ecco perchè

Piccoli atti di gentilezza a volte hanno una forza tale da divenire fatti importanti. Ecco come accade: una persona compie una buona azione, ad esempio mettendo una tazza di caffè accanto ad un barbone poi inizia un trend, con sempre più persone che lo fanno. Il risultato è una storia buona per tutti. I benefattori sono felici di aver fatto una buona azione e i destinatari sono lieti di aver avuto un piccolo, ma significativo aiuto.

L’HELPER S ALTA
Tuttavia, il cerchio della generosità non si ferma qui, infatti, è esponenzialmente più grande. James Fowler, professore di genetica medica e scienze politiche presso l’Università di California, San Diego, in uno dei suoi stud, ha scoperto che un singolo atto di gentilezza ispira diversi ulteriori atti di generosità. Il nome scientifico di questa catena di altruismo è “effetto cascata”, ma si può pensare ad esso come ad un effetto domino di buoni sentimenti: se si lascia cadere un quarto di dollaro in un parchimetro scaduto, il destinatario di quel piccolo atto di generosità sarà invogliato a fare un gesto gentile per qualcun altro e così via.
Ma da dove provengono questi buoni sentimenti? Quando si è gentili con un’altra persona, i centri del cervello corrispondneti al piacere e alla ricompensa si accendono, come se fossimo i destinatari del gesto e non il donatore, secondo una ricerca della Emory University. Questo fenomeno secondo alcuni ricercatori è come la sensazione che si prova per rilascio di endorfine, quelle sostanze chimiche associate al benessere. Non stupisce quindi, che un’indagine dell’Harvard Business School sulla felicità in 136 paesi ha evidenziato che le persone che sono altruiste, in questo caso, persone che sono generose finanziariamente, con donazioni caritatevoli, sono più felici in generale.

Naturalmente, dare ci fa sentire bene perché sappiamo che stiamo sollevando l’anima di qualcun altro. Ricevere un regalo, assistenza o anche un sorriso incoraggiante attiva il centro di ricompensa del cervello, un fenomeno che è difficile da spiegare ma facile da sentire, basti pensare a quella che uno sconosciuto vi ha tenuto la porta aperta o il vostro partner vi ha sorpreso con il vostro piatto preferito. L’improvvisa comparsa di questi sentimenti positivi è ciò che aiuta a mantenere viva la catena del dare.

Ma c’è di più. Gli effetti della gentilezza possono essere così grandi che in realtà non devono necessariamente essere collegati direttamente ad una catena di atti. Semplicemente vedendo la generosità si può essere ispirati a fare qualcosa di generoso per nostra scelta, secondo la nuova ricerca del professor Fowler, che ha scoperto che semplicemente osservando un atto di gentilezza può stimolare ulteriori atti di generosità. Gli esseri umani spesso imitano il comportamento che vedono, e questo comprende la generosità, il che spiega perché alcune di queste storie di piccoli atti di gentilezza diventano grandi notizie: anche le persone che hanno semplicemente sentito parlare di una catena del dare spesso si ispirano, a partire da una catena di positività tutta loro.

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