A Zurigo il primo centro anti-sbornia

I cittadini di Zurigo hanno detto sì al  primo centro anti-sbornia d’ Europa, dove la polizia può rinchiudere, sotto sorveglianza medica, le persone ubriache o sotto l’effetto di droghe che creano problemi. La proposta del municipio è stata approvata dal 66,9% dei votanti, con 74’119 schede a favore e 36’655 contrarie. La partecipazione ha raggiunto il 51,1%.

Aperto nel marzo del 2010 nell’ambito di un progetto pilota, il centro anti-sbornia – o “Hotel Suff” (hotel della sbornia) com’è stato ribattezzato dagli zurighesi – è la prima struttura del genere in Svizzera e utilizza una dozzina di celle appositamente attrezzate della centrale della polizia cittadina, a due passi dalla stazione.

Nel nuovo centro anti-sbornia, la polizia può portare i nottambuli trovati sotto l’influsso di alcol o di droghe che mettono in pericolo sé stessi o altre persone. Nessuno a Zurigo metteva in dubbio che il centro abbia permesso di alleggerire il lavoro dei servizi di soccorso, dei posti di polizia regionali e dei centri di pronto soccorso degli ospedali, dove queste persone venivano portate prima della sua apertura. La sua introduzione definitiva non è giunta all’unanimità: soltanto il PS e i Verdi liberali appoggiavano l’idea mentre a destra, UDC, PLR e PPD, si opponevano per motivi finanziari. Per i partiti borghesi, gli 1,7 milioni di franchi necessari ogni anno per finanziare il centro rappresentano una forma di sovvenzione per chi si vuole ubriacare.

Sul versante opposto, la Lista alternativa (AL) riteneva ingiusto far pagare le persone portate in cella contro la loro volontà. Le persone che passano una notte nel centro per smaltire la sbornia sono in effetti tenute a pagare fino a 600 franchi, a fronte di costi effettivi che raggiungono i 1750 franchi.

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