Acqua: drone ispezionerà condotte per trovare perdite

Drone ispezionerà condotte per trovare perdite. Il progetto di monitoraggio e analisi dei dati nasce da una collaborazione tra Università del Salento, Politecnico di Bari e Acquedotto. Il sistema sperimentale messo a punto dall’Acquedotto Pugliese, in sinergia con uno spin-off dell’Università del Salento e con società specializzate, i cui risultati sono stati presentati dall’amministratore unico di Aqp, Nicola Costantino. Con le microonde si trovano i guasti, con i droni si ispezionano lunghi tratti in pochi minuti.

“Le perdite sulle reti sono un problema che a livello nazionale va peggiorando – ha spiegato Costantino – mentre laPuglia, partita da una situazione pesante a causa degli oltre 40mila chilometri di condotte idriche e fognarie con un’età media di più di 40 anni, ha ridotto le perdite grazie ad una serie di rifacimenti e ad una gestione intelligente delle reti”. Il sistema per l’identificazione ed il monitoraggio delle perdite, denominato SIMPLe (System for Identifying and Monitoring Pipe Leaks) e realizzato come esperienza pilota su una nuova rete idrica in località Borgo Piave-Masseria Grande e Masseria Marangi, in territorio di Lecce, “si avvale di un approccio innovativo che al posto delle localizzazioni acustiche – ha spiegato Antonio De Leo, dell’Aqp – sfrutta i segnali elettromagnetici provocati dalla presenza di acqua libera fuoriuscita dalla conduttura in seguito a guasto o rottura. Il sistema permette una ricerca precisa, mirata, affidabile con un risparmio di tempo, sei chilometri monitorati in meno di 10 minuti, e con costi contenuti”.

Il drone usato per le ispezioni invece e’ un Rov (Remotely operated vehicle) utilizzato per ricerche sottomarine opportunamente modificato: l’apparecchiatura telecomandata e’ stata dotata di due telecamere laterali ed una frontale, sonar e controllo automatico di direzione e profondità. “Immerso in un tratto del canale principale dell’Aqp che convoglia il 30% dell’intera risorsa idrica dell’acquedotto ed interessa un milione e 300mila abitanti nelle province di Avellino, Foggia, Bat e Bari – ha riferito Luciano Venditti, dell’Aqp – il drone ha permesso l’esplorazione senza dover interrompere il flusso idrico. Se entrasse a far parte della routine si potrebbero esplorare tratti mai raggiunti in oltre 20 anni e si economizzerebbe visto che ogni interruzione costa tra 200mila e 250mila euro”.

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