Algeria: piano miliardario per lo sfruttamento del gas di scisto

“Disubbidienza civile” è lo slogan scelto da un movimento di protesta nato nel sud dell’Algeria contro un piano miliardario per lo sfruttamento del gas di scisto. Manifestazioni si sono tenute ieri nella città di Tamanrasset: circa mille persone hanno sfilato in segno di solidarietà con gli abitanti di In Salah, capoluogo della zona dove si dovrebbero concentrare le attività di sfruttamento.

Le tecniche di estrazione del gas di scisto suscitano timori per le conseguenze ambientali, in particolare il rischio di avvelenamento delle falde acquifere. Sonatrach, il gruppo energetico di Stato dell’Algeria, ha annunciato un piano di investimenti da 70 miliardi di dollari in 20 anni.

Sviluppare l’Algeria come uno dei principali esportatori di gas naturale è un imperativo economico e strategico per i paesi europei, poiché la produzione del Mar del Nord della commodity entrerà in definitivo declino nel prossimo decennio. L’Algeria è già un importante fornitore di energia per il continente, ma l’Europa avrà bisogno di espandere l’accesso al gas naturale per compensare il calo delle riserve interne. Con grandi riserve convenzionali e non convenzionali di gas naturale e le adatte infrastrutture di esportazione, l’Algeria appare pronta a succedere alla Norvegia come principale fornitore regionale di gas naturale dell’Europa.

I timori sono legati soprattutto alla controversa tecnica utilizzata per estrarre il gas: il fracking o fratturazione idraulica. Tonnellate di litri d’acqua, mischiate a sabbia e additivi chimici, sono iniettate nel sottosuolo ad altissima pressione, per creare crepe nella roccia ed estrarne il gas. Da qui i rischi di contaminazione della falda freatica che preoccupano le ong ambientaliste.

Secondo l’associazione internazionale dei produttori di gas e petrolio, la nuova industria del gas di scisto potrebbe creare centinaia di migliaia di posti di lavoro in Europa. Una prospettiva contestata dalle ong ambientaliste: “Ci saranno posti a tempo determinato, che poi spariranno. Perché dopo che un terreno è stato sottoposto a fracking e l’energia è stata rilasciata, diventa inutile per l’industria del fracking e i posti di lavoro scompaiono.”

 

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