Ambiente: oleodotto Civitavecchia-Fiumicino sversava Kerosene in mare

I tentativi di furto agli oleodotti dell’Eni avevano provocato un pesante sversamento di carburante che aveva messo a rischio l’ecosistema del litorale romano. Il gip del Tribunale di Civitavecchia, Massimo Marasca, ha disposto il sequestro dell’oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, “finché non saranno installati adeguati sistemi di controllo atti ad impedire ulteriori reati”.

Il sequestro è stato effettuato dai carabinieri del Noe al termine dell’indagine avviata dal procuratore di Civitavecchia, Gianfranco Amendola. Il procedimento al momento è contro ignoti. I prelievi e gli accertamenti tecnici, effettuati tra gli altri anche dall’Arpa Lazio, hanno evidenziato sversamenti di kerosene su terreni ed acque superficiali a Palidoro e Maccarese, nel comune di Fiumicino, con conseguente moria di pesci, uccelli e mammiferi acquatici.

Il 6 novembre scorso, e poi di nuovo il giorno dopo, la condotta che dalla raffineria portuale rifornisce di cherosene per aviazione il principale scalo romano, era stata oggetto di alcuni tentativi di furto di carburante. La scoperta era stata fatta l’indomani mattina quando il cherosene si era riversato sulla spiaggia di Passoscuro, nei canali tra Maccarese e Palidoro e nel fiume Arrone provcando seri danni ambientali e inondando l’aria di un forte odore acre. La Guardia Costiera, i vigili del fuoco, i carabinieri e i tecnici dell’Eni, proprietaria dell’oleodotto, erano riusciti a bloccare poi la fuoriuscita di carburante.

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