Aspirina: l’alternativa naturale cresce sugli alberi, è il picnogenolo

E’ probabile che io risulti noiosa affermando spesso che la natura ci offre tutto quello che ci serve per curarsi in maniera naturale e che noi invece continuiamo ad essere convinti che se non ingeriamo molecole sintetiche non otteniamo efficacia alcuna: povere menti manipolate dall’alto. Faccio questa premessa perchè parliamo dell’aspirina, tanto diffusa e altrettanto usata. E come tale con alcuni effetti collaterali. Ma un’alternativa c’è: il picnogenolo. Ma andiamo per gradi.

L’aspirina fra i tanti usi a cui è destinata, è impiegata nella prevenzione degli ictus e degli attacchi cardiaci, in quanto, agendo su alcuni particolari enzimi, riesce ad evitare la formazione dei coaguli di sangue. In realtà, graize ad una ricerca pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology, e condotta dai ricercatori statunitensi del Baylor College of Medicine di Houston, sembra che il 10% delle persone che assumono regolarmente aspirina per prevenire ictus e attacchi cardiaci in realtà non ne avrebbe bisogno e i rischi correlati supererebbero i benefici: ciò si spiega perchè se da una parte l’aspirina impedisce la formazione di trombi, dall’altro, invece, espone le persone a un rischio maggiore di emorragie.

Ma non è tutto, di solito chi fa uso di aspirina è costretto a prendere un gastroprotettore perchè l’acidoacetilsalicilico sebbene a basso dosaggio sia efficace per la prevenzione di eventi cardiovascolari, può provocare danni a livello gastroduodenale. Ma ci sono alternative naturali all’aspirina? Un ottimo concorrente è il Pycnogenol, un potente composto estratto dal pino marittimo francese. Sembra che al suo interno siano contenuti oltre quaranta antiossidanti.

E veniamo alle sue caratteristiche e proprietà. Grazie ad uno studio del 1999, il picnogenolo ha dimostrato di possedere un’efficacia superiore all’aspirina nell’inibire l’aggregazione piastrinica nei fumatori. Lo studio ha evidenziato un’inibizione della reattività di aggregazione piastrinica dopo la somministrazione di 100 mg Pycnogenol in 22 accaniti fumatori tedeschi. Lo stesso risultato ottenuto somministrando 500 mg di aspirina, ma con minori effetti collaterali. Alte dosi di Pynogenol (200 mg), poi, hanno dimostrato di mantenere l’efficacia fino a oltre 6 giorni. In questo caso, la sostanza naturale si è rivelata essere più efficace dell’aspirina nel ridurre l’aggregazione piastrinica. Più efficace, più a lungo, a minor dosi e soprattutto senza il rischio di provocare i sanguinamenti causati dall’uso del farmaco.

Ma non basta, perchè il picnogenolo riduce il rischio di una serie di malattie e disturbi, apparentemente non correlati, il cui tratto comune è però un livello inadeguato di antiossidanti.
Sono diverse le evidenze che attribuiscono a questa sostanza proprietà terapeutiche utili contro l’ipertensione. Il picnogenolo si è dimostrato utile contro le infiammazioni, ma anche contro i sintomi della menopausa.

Grazie ad una ricerca italiana, condotta dall’Università di Chieti-Pescara e pubblicata su Panminerva Medica, suggerisce che l’integratore Pycnogenol possa rappresentare una base molto efficace, quale supplemento giornaliero alimentare per le donne in menopausa, per alleviare i sintomi di questa particolare condizione. Senza contare ovviamente le comprovate proprietà cardiovascolari e la capacità di abbassare la pressione sanguigna.

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