Creati dei “nuovi” Ogm che non contaminano i campi coltivati in modo tradizionale

Ogm capaci di sopravvivere solo se nutriti con sostanze sintetiche, lontano dai terreni utilizzati per le colture comuni. I ricercatori dell’università di Yale hanno geneticamente modificato il DNA di un ceppo di batteri, in modo da creare la necessità di un particolare amminoacido sintetico, non presente in natura, per attivare i geni essenziali per la crescita. Gli amminoacidi sono i mattoni costituenti le proteine, i metaboliti che svolgono tutte le attività vitali per un organismo. Con la scoperta dei ricercatori di Yale, si è riusciti ad introdurre un bio-contaminento che risolverebbe il problema più grande della biotecnologia.

I ricercatori di Harvard, coordinati da George Church, hanno ottenuto piante capaci di sopravvivere e crescere solo se nutrite con amminoacidi sintetici, ossia con una versione ottenuta in laboratorio dei ‘mattoni della vita’ indispensabili alla crescita. Gli esperti di Biologia molecolare e dello sviluppo di Yale, coordinati da Farren Isaacs, hanno invece ‘equipaggiato’ le piante con un corredo di enzimi che rendono il metabolismo dipendente da amminoacidi sintetici. In entrambi i casi le nuove piante Ogm non sono assolutamente in grado di sopravvivere se coltivate in modo tradizionale e di conseguenza non sono in grado di attecchire in terreni nei quali l’unico alimento siano nutrienti naturali.

Secondo i ricercatori di Yale il nuovo codice da loro introdotto, comprendo una coppia di amminoacidi che permetterà di creare OGM più sicuri per l’ambiente aperto, tra cui vi è il miglioramento delle produzione alimentare e microrganismi specializzati in ripulire le fuoriuscite di petrolio e discariche.

Condividi questo articolo: 




 

Altre Notizie