Ebola: è allarme, la mutazione del virus è troppo veloce

“Il virus dell’Ebola è mutato e muterà ancora, quindi i farmaci possono non essere più efficaci e i nuovi vaccini prodotti potrebbero non essere validi né ora né nel medio lungo termine. A lanciare l’allarme la Societa’ Italiana di Malattie Infettive ( Simit), all’indomani della dichiarazione del Ministro della salute del Mali, Ousmane Kone, che aveva annunciato la fine dell’epidemia da ebola virus in Mali dopo 42 giorni in cui non era stato segnalato nessun caso di nuova infezione. La Simit puntualizza sull’efficacia dei farmaci e la mutazione assai veloce del virus.

L’analisi del genoma del virus e’ stata eseguita su ceppi virali isolati nei decenni passati e confrontati col virus attualmente circolante, in una ricerca pubblicata sulla rivista mBio. “Lo studio americano pubblicato su mBIO che ha confrontato le sequenze geniche di ceppi di virus Ebola che sono stati isolati negli anni 1970-90 con quelli isolati nelle ultime epidemie a ha detto Massimo Andreoni, presidente della Simit e primario Malattie Infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma – ha dimostrato piu’ di 600 mutazioni occorse in questi anni nel genoma virale. Questo dato e’ di grande rilevanza perche’ oltre a confermare la estrema capacita’ del virus a mutare pone importanti domande non solo sulla validita’ di farmaci sintetizzati in relazione alle caratteristiche genetiche dei virus circolanti alcuni anni fa e che potrebbero quindi non essere piu’ efficaci, ma, soprattutto, sulla capacita’ protettiva dei nuovi vaccini prodotti lavorando su ceppi virali diversi da quelli attuali. Infatti le profonde mutazioni genetiche alle quali e’ andato incontro il virus potrebbero vanificare gli sforzi fatti fino ad oggi alla realizzazione di nuovi vaccini. Si dovranno aspettare nuovi sperimentazioni finalizzate a verificare se i vaccini fino ad oggi sintetizzati siano in grado di neutralizzare anche i ceppi virali di ebola di piu’ recente circolazione”.

I numeri dell’epidemia : oltre 8.675 vittime e più di 21mila contagi. Medici senza frontiere aveva stimato il “fuori pericolo” verso marzo 2015. Chissà se sarà proprio così, ma i segnali cominciano a essere incoraggianti. Ma la situazione creata dal virus è ancora molto pericolosa ed è «cruciale conseguire risultati prima della stagione della pioggia, attesa in aprile-maggio, che renderà tutto più complesso», avverte da Ginevra il vice direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Bruce Aylward, responsabile della strategia anti- Ebola. «È una corsa contro il tempo», aggiunge. «A metà febbraio, vale a dire quattro-cinque mesi prima che il virus si fermi nel migliore dei casi», i fondi a disposizione dell’Oms saranno esauriti senza nuovi arrivi. Servono ancora risorse umane e finanziarie. Nell’ambito dell’appello globale di 1,5 miliardi di dollari lanciato dall’Onu per Ebola, l’Oms ha chiesto 350 milioni di dollari necessari alle operazioni nei prossimi sei mesi, ma me mancano 260 di milioni, spiega preoccupato Aylward.

Chiudere il discorso ora è importante per evitare anche sconfinamenti del virus. Difficile che si propaghi anche in Europa, ha detto Robert Gallo ospite di un meeting internazionale all’Istituto dei tumori di Aviano organizzato da Umberto Tirelli. Il tema era virus e cancro, ma il discorso su Aids ed Ebola con il virologo americano era d’obbligo. Gallo è stato chiaro: «Il vaccino esiste, la risoluzione del problema, nei Paesi del Terzo Mondo, è solo di natura clinico-infrastrutturale oltre che, ovviamente, economica». Gallo dirige l’Institute of Human Virology della Maryland School of Medicine dell’università di Baltimora, è noto quale co-scopritore del retrovirus Hiv. Riportando di un suo incontro con Albert Sabin di una trentina di anni fa circa, Gallo ha ricordato come lo stratega della battaglia alla poliomielite si sbilanciò spiegando che a suo dire un vaccino contro l’Aids non era fattibile.
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