Energie rinnovabili, nel 2014 investiti 310 miliardi di dollari

Il mercato mondiale delle energie rinnovabili torna a crescere in modo impetuoso nel 2014, prima fonte di fornitura di elettricità. A livello globale gli investimenti  nel settore dell’energia pulita sono stati di 310 miliardi di dollari, segnando una crescita del 16% rispetto all’anno precedente. Lo riporta il rapporto annuale di Bloomberg New Energy Finance, diffuso oggi a Londra e New York.

I testa alla classifica dei Paesi che hanno investito maggiori risorse nel settore dell’energia “pulita” troviamo la Cina, che ha registrato una crescita record del 32%, con investimenti per 89,5 miliardi di dollari. Sempre in Asia, il Giappone ha visto un +12% per un totale di 41,3 miliardi, mentre in India l’incremento è stato del 14%, con investimenti per 7,9 miliardi. Più in basso gli Stati Uniti, dove la crescita è stata dell’8% e gli investimenti pari a 51,8 miliardi, e il Sud Africa, con un +5% e 5,5 miliardi.

L’Italia è, a livello mondiale, appena dietro a Cina Gemania e Usa per investimenti destinati alle fonti rinnovabili. Con un impegno economico per investimenti sia pubblici che privati di 13,9 miliardi di dollari e una crescita negli ultimi 5 anni del 71%,  il nostro Paese rafforza la sua tendenza verso una scelta strategica eco-sostenibile il cui  valore, fatta eccezione della Germania, è superiore a quello di tutti gli altri stati membri della Ue messi insieme. Il dato è confortante se si considera che appena un paio di anni fa il nostro Paese era considerato fanalino di coda nello sfruttamento delle fonti rinnovabili, e secondo anche un rapporto della Commissione Europea che nel marzo del 2010 aveva diffuso le previsioni dei paesi membri, sulle singole politiche energetiche: nonostante, per esempio, lo Stivale abbia un potenziale solare enorme, e un sistema di agevolazioni che non ha pari nel resto d’Europa, rimane negli ultimi posti nello sfruttamento delle energie rinnovabili.

Sebbene i problemi legati al Decreto legislativo in materia di incentivi al settore sono al centro del dibattito nazionale e animano la scena politica, tuttavia è innegabile il deciso passo in avanti compiuto dall’Italia in questa direzione, suffragata anche dal recente rapporto di Legambiente, presentato nella sede del GSE. Aumenta, recita il rapporto, in maniera significativa il contributo energetico rinnovabile, che nel 2010 ha coperto il 22% dei consumi elettrici complessivi, grazie a 200 mila impianti distribuiti nel territorio, che già rendono rinnovabili al 100% un numero sempre maggiore di Comuni. Nel 94% di essi, per l’esattezza, sono installati impianti da fonti rinnovabili e sono 7.661 i municipi che ospitano almeno un impianto a energia pulita, contro i 6.993 dello scorso anno.

Così come buone pratiche in fatto di scelte di sostenibilità ambientale nel Lazio, che vengono sostenute in un continuo crescendo: 213,1 MW di energia dal fotovoltaico,  rispetto ai 60 MW dell’anno precedente, 400 MW dall’idroelettrico, 77,8 MW dalle biomasse 17,2 MW dall’eolico. Continua, quindi la corsa del fotovoltaico nella  nostra regione, mentre stabile risulta l’idroelettrico che continua a tenere testa nel panorama delle energie pulite con circa 400 MW totali prodotti.

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